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Ronaldo, l’invidia per Messi e le critiche in Portogallo: in panchina contro Cannavaro? La decisione di Martinez

Messi e Mbappé continuano a incantare a suon di gol e record: contro l'Uzbekistan Ronaldo è chiamato a rispondere. Ma i tifosi lo vogliono in panchina

3 min di lettura

Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Tocca a Cristiano Ronaldo. L’eterno rivale Messi e Mbappé continuano a incantare ai Mondiali trascinando Argentina e Francia a suon di gol e record, mentre la leggenda del Portogallo è stata travolta dalla critiche dopo l’esordio da dimenticare contro la Repubblica Democratica del Congo. Oggi la partita della verità contro l’Uzbekistan di Fabio Cannavaro, un match che può decidere il destino della squadra di Roberto Martinez. Il fronte degli anti-Ronaldo cresce e chiede al ct di escludere l’ex Juventus dall’undici titolare: il capitano rischia davvero il posto?

Messi da sogno, l’invidia di Ronaldo

Cinque gol in due partite, capocannoniere del torneo e miglior marcatore nella storia dei Mondiali con 18 reti complessive: alla vigilia del suo 39esimo compleanno, Lionel Messi vive una seconda giovinezza con l’Argentina e punta al bis iridato.

Chissà quanto sia difficile per Cristiano Ronaldo accettare questa situazione. La rivalità tra i due ha segnato un’intera epoca: da un lato il leader del Real Madrid, dall’altro la stella del Barcellona, trofei e Palloni d’Oro contesi in una sfida infinita su chi fosse il più forte.
Ora, contro l’Uzbekistan a Houston, Ronaldo è chiamato a rispondere sul campo, per dimostrare che la rivalità calcistica più accesa degli ultimi vent’anni ha ancora un senso, che non si è esaurita. Non può finire così. Non deve finire così.

Portogallo-Uzbekistan: Ronaldo rischia l’esclusione?

I giorni successivi al deludente esordio Mondiale contro la Repubblica Democratica del Congo sono stati forse tra i più difficili dell’intera carriera di Ronaldo. Mai prima d’ora, infatti, il capitano del Portogallo era stato messo così apertamente in discussione nel suo Paese. Il momento complicato è stato alimentato anche dalle dichiarazioni del compagno di squadra João Neves, che ne ha ridimensionato lo status, mentre parte dei media ha già parlato della fine di un’era. Inoltre, la maggioranza dei tifosi chiede di vederlo in panchina già a partire dalla partita odierna contro l’Uzbekistan (ore 19:00). La contestazione è arrivata a livelli tali da riversarsi persino sul profilo Instagram del compianto Diogo Jota, con la famiglia dell’ex nazionale portoghese costretta a disattivare i commenti agli ultimi post.

La decisione di Martinez su Cristiano Ronaldo

Martinez fa orecchie da mercante e va dritto per la sua strada: non rinuncerà a Ronaldo. Lo ha lasciato intendere chiaramente nella conferenza stampa della vigilia, in cui ha difeso a spada tratta il 41enne di Madeira. “Cristiano è un esempio, è il capitano. E si comporta da capitano, con un’esperienza che tutti noi possiamo sfruttare. È il suo sesto Mondiale: parliamo di un calciatore che ha difeso e rappresentato la nazionale per 21 stagioni. Ha una fame incredibile, vuole continuare a migliorare e ad aiutare il gruppo, ed è un esempio nello spogliatoio”. CR7 non si tocca, ma gli altri sì: Conceicao e Joao Felix si candidano a prendere il posto di Bernardo Silva e Pedro Neto, mentre resta ancora in panchina Rafa Leao.

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