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Ronaldo-Milan, ecco perché l'affare sfumò

L'ex amministratore delegato dei rossoneri Marco Fassone svela: "Fui io a sconsigliare Yonghong Li".

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Ronaldo-Milan, ecco perché l'affare sfumò Fonte: 123RF

Sono ore febbrili per il Milan, che dopo l’incontro con l’Uefa è in attesa della sentenza in merito alle violazioni del Fair Play Finanziario. Dopo essere stato riammesso dal Tas all’Europa League a fine luglio, in concomitanza con il passaggio di proprietà dalla cordata cinese al Fondo Elliott, i rossoneri si aspettano una punizione, ma non troppo pesante. Già accantonati in bilancio 17 milioni, l’ammontare della possibile multa, il possibile divieto di inserire nuovi acquisti di gennaio nella lista Uefa per l’Europa League non preoccupa.

La sentenza è prevista entro la fine del 2018 e il presidente Paolo Scaroni non ha voluto sbilanciarsi al termine dell’incontro, limitandosi a sottolineare con soddisfazione la presenza al colloquio di Gordon Singer, numero uno di Elliott: “Non so quando arriveranno le decisioni sulle sanzioni, mi auguro che arrivi in tempi brevi. Gordon Singer? La sua presenza è sempre significativa” ha detto Scaroni a ‘Sky Sport’.

E a proposito di proprietari, vecchi e nuovi, torna ad affacciarsi la “sagoma” di Yonghong Li. Dell’ex presidente rossonero, uscito di scena in piena estate, ha parlato l’ex amministratore delegato rossonero Marco Fassone, intervistato da ‘Il Sole 24 Ore’, svelando un sogno di mercato… evidentemente impossibile, risalente a un anno e mezzo fa: “Mister Li volva Ronaldo perché riteneva che avesse una grande forza sul mercato cinese. Il giocatore voleva andarsene da Madrid. ci siamo visti nel luglio 2017 con il suo procuratore Mendes, per verificare i costi e la disponibilità del giocatore. Poi convinsi Mr Li a lasciare perdere il sogno, in quanto Ronaldo costava troppo”.

Fassone ha poi parlato della licenziamento per giusta causa che ha subito dal Milan: “In società avevo la carica di ad e direttore generale. Le cifre non le voglio commentare, ma se avessi accettato quanto proposto dal Milan, sapendo che gli accordi erano altri, avrei dato l’impressione di essermene andato con qualcosa da nascondere. Deciderà il giudice, ma dico che sotto la mia gestione, rispetto al 2016-17, abbiamo fatto 20 milioni di ricavi in più e 50 milioni di margine in più. Il rosso di 126 milioni comprende 45 milioni di componenti straordinarie, spesate integralmente da Elliott, dovute per 22 milioni a svalutazioni di giocatori come Kalinic e Bacca”.

Neppure l’ex dirigente però sa cosa ne sia oggi di Yonghong…: “Ho interrotto i contatti, mentre ogni tanto mi capita di sentire il suo braccio destro David Li. Ignoro da dove siano arrivati i soldi dell’operazione, se fossero suoi o in prestito, però nell’operazione con Fininvest erano coinvolti advisor prestigiosi come Lazard e Rothschild e lo studio Gianni Origoni Grippo Cappelli, non c’erano motivi per dubitare”.

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