Virgilio Sport

Il 25esimo posto inganna: la vera Roubaix di Filippo Ganna e gli episodi che hanno cambiato tutto

La Parigi-Roubaix 2026 di Filippo Ganna va analizzata oltre il risultato. Le forature nei momenti decisivi della corsa sono state maledizioni chirurgiche: ecco cosa è successo e come leggere la sua prova

Pubblicato:

Auden Bavaro

Auden Bavaro

Giornalista

Lo sporco lavoro del coordinamento: qualcuno lo deve pur fare. Eppure, quando ha modo di pigiare le dita sulla tastiera, restituisce storie e racconti di sport che valgono il biglietto

Il 25esimo posto finale dice poco, forse niente rispetto alla Parigi Roubaix 2026 di Filippo Ganna. Un giorno strano, una corsa male indirizzata, lo zampino della sfortuna: tre premesse per dire che il risultato non riesce a raccontare davvero la gara dell’italiano che è stato dentro alla competizione, nel gruppo dei migliori e nel cuore della Classica, almeno fino a quando una serie di episodi lo ha tagliato fuori dai giochi. Fora tre volte, poi cade.

Nel tratto finale non solo Tadej Pogacar e Wout Van Aert non erano più in orbita, nemmeno il gruppo degli inseguitori con Mathieu van der Poel era più alla portata.

Come ha chiuso Filippo Ganna la Parigi-Roubaix 2026

La classifica finale lo consegna a 7’32” dal vincitore Wout van Aert, in un’edizione da 258,3 chilometri corsa alla media record di 48,91 km/h, la più alta nella storia della corsa.

Rischia di passare l’idea di una Roubaix mai davvero vissuta dall’azzurro. In realtà Ganna è rimasto a lungo dentro la gara, salvo una sequenza di guai che ha sbriciolato la sua corsa nei momenti più delicati. Chiude in 25esima posizione, terzo nella volata a quattro del gruppetto con cui è arrivato al traguardo, composto dal francese Clèment Russo, dallo spagnolo Ivan Garcia Cortina e dall’australiano Laurence Pithie.

I momenti che hanno deciso la Roubaix di Ganna

Ganna è rientrato in scena quando la corsa ha cominciato ad accendersi. Dopo la Foresta di Arenberg, il passaggio simbolico e tattico che spacca quasi sempre l’Inferno del Nord, davanti escono in sette: Tadej Pogacar, Mads Pedersen, Wout van Aert, Christophe Laporte, Stefan Bissegger, Jasper Stuyven e Laurence Pithie.

Ganna non è in quel primo troncone, ma non è nemmeno lontano: è immediatamente dietro, a circa 20 secondi. Insieme a Jordi Meeus riesce a rientrare sui primi a 84 chilometri dall’arrivo. Questo snodo cambia la lettura della sua giornata. Un corridore già tagliato fuori non rientra in quel punto della Roubaix.

La Roubaix di Ganna: tre forature e una caduta cambiano tutto

Il cuore della corsa di Filippo Ganna alla Parigi-Roubaix 2026 sta in una sequenza che spezza ogni continuità: tre forature e una caduta, l’ultima a 50 km dal traguardo, che lo estromette definitivamente dalla lotta per le prime posizioni. Dopo un primo rientro sui migliori, l’azzurro è costretto a inseguire ancora, fino a quando un nuovo problema meccanico interrompe di nuovo il suo ritmo.

Un dato racconta quanto Ganna fosse ancora dentro la corsa: rientra nel gruppo inseguitore insieme a Van der Poel e quel drappello riesce a riportarsi fino a 25 secondi dalla testa a circa 55 km dall’arrivo. Non è ancora un corridore fuori dai giochi.

Il momento chiave: la caduta a 50 km è l’epilogo. Alla Roubaix, il problema è anche dover recuperare tempo sul pavé mentre davanti si costruisce la selezione decisiva.

Ganna poteva giocarsi la vittoria?

La corsa esplode sul settore 12, tra Auchy-lez-Orchies e Bersée, a 53 km dal traguardo. È lì che Van Aert e Pogacar fanno la differenza, mentre Pedersen perde contatto.

Senza problemi meccanici, Ganna avrebbe potuto restare agganciato più a lungo. La sua prestazione va letta come un’occasione non compiuta più che sprecata: la condizione c’era, gli episodi hanno inciso in maniera decisiva.

La 123esima Parigi-Roubaix è stata una corsa anomala già nella sua prima metà: 175 partenti, 30 settori di pavé, gruppo pieno sulle prime pietre e nessuna fuga riuscita nei primi 90 chilometri. Ritmo altissimo fin dall’inizio, dopo il settore 26 di Briastre davanti erano rimasti poco più di 60 corridori. È stata una Roubaix rapida e selettiva che chiedeva di rasentare la perfezione.

Dopo Arenberg, Ganna era riuscito a chiudere un gap importante: la gamba c’era. Resta l’amarezza per un risultato finale che non sottolinea il reale valore della prestazione, ma anche la consapevolezza che alla Roubaix deve girare tutto bene. E se non gira tutto bene, agli altri deve girare un po’ peggio.

Leggi anche:

Studio Bonardo

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...