Dura lo spazio di due sole partite il mondiale dell’Italia femminile di Fabio Roselli. A York, nella sfida col Sudafrica che di fatto metteva in palio un posto per i quarti di finale, le azzurre hanno ceduto per 29-24 al termine di una partita tirata, nella quale si sono ritrovate spesso e volentieri a inseguire e dove nel finale è mancato quel quid per riuscire a superare le ostiche sudafricane, che pure (a differenza di quel che succede in ambito maschile) non godevano di tutti questi favori del pronostico, essendo peraltro alle spalle dell’Italia anche nel ranking IRB (saliranno al decimo posto dopo questa vittoria: l’Italia scivolerà dall’ottavo al nono).
Troppi errori nel primo tempo, il Sudafrica ringrazia
Dopo la sconfitta all’esordio con la Francia, quella con il Sudafrica appariva alla stregua di una partita da dentro fuori. E per questo è sembrata suonare un po’ sinistra la meta incassata dopo soli due minuti dalle ragazze di Roselli, con Hele che trova un buco per andare a schiacciare l’ovale in meta, anche se la mancata trasformazione al piede tiene le sudafricane avanti per 5-0.
Quando arriva però la seconda meta di giornata, stavolta a opera di Roos (con la conversione di Byrhandre), il divario si fa più ampio con un quarto di partita già consegnato alla storia. L’Italia si complica la vita nei raggruppamenti, non riesce a trovare le soluzioni giuste negli ultimi 22 e così facendo consegna spesso e volentieri l’ovale alle sudafricane, che dimostrano di saperlo gestire bene.
Basta però una fiammata per riaccendere la luce: Ostuni Minuzzi accorcia sul 5-12, ma i problemi nella metà campo difensiva restano, come dimostra la marcatura di Malinga che riporta il Sudafrica avanti di 12 lunghezze. L’ultima parola del primo tempo però ce l’ha l’Italia: Vecchini trova una bella giocata in avanzamento e Sillari aggiunge due punti per il 12-17 col quale si chiude la prima frazione. Cinque punti di ritardo, quelli che però resteranno tali anche all’80’.
Finale tutto cuore e grinta, ma non basta
Eppure la meta con la quale Sgorbini dopo 7’ della ripresa trova la parità a quota 17 sembra il preludio a un sorpasso che è nell’aria. Le azzurre aumentano la pressione, ma non limitano gli errori e una sbavatura di troppo costa un’altra meta pesante, quella con la quale il Sudafrica scappa sul 24-17 con Solontsi.
La partita è combattuta e vibrante, le azzurre mostrano di non volersela far scappare di mano e quando a 12’ dalla fine arriva l’ennesima parità firmata dalla meta di Seye (converte Rigoni) la sensazione una volta di più è che sia l’Italia ad averne di più.
Ma questo Sudafrica è durissimo a morire: Mcatshulwa in avanzamento a 6’ dalla fine trova la meta che decide la partita, con Rigoni e Ranuccini che fino all’ultimo provano a sovvertire un destino avverso, senza fortuna. Francia e Sudafrica a punteggio pieno a 10 punti dopo due gare, Italia a 2 punti: anche battere il Brasile non servirebbe a nulla.
