Oltreoceano non credono ai loro occhi: da quando il College Basketball è diventato un affare “professionistico”, stuoli di giocatori hanno deciso di tornare a colonizzare le tante università della galassia NCAA. Dove fino a pochi anni fa i giocatori facevano (quasi) la fame, nel senso che percepivano borse di studio assolutamente in linea con il mondo studentesco, lontani dai contratti a sei zeri che avrebbero potuto trovare passando in NBA o in qualche altra lega professionistica in giro per il mondo. Ma da quando è arrivato il NIL, tutto è cambiato: oggi si può essere atleti remunerati a suon di dollari anche all’università, e ciò è divenuto un incredibile specchietto per le allodole. O meglio, un richiamo fortissimo anche per tanti europei.
- Niang anticipa il salto: giocherà con i Tigers di LSU
- La nuova regola che attrae tanti giocatori (anche dall'Europa)
- NBA, Lakers a un passo dalla semifinale, ma Doncic sarà out
Niang anticipa il salto: giocherà con i Tigers di LSU
Prendete Saliou Niang: 22 anni da compiere il prossimo 14 maggio, l’ala della Virtus Bologna ha deciso di trasferirsi in America in anticipo rispetto a quella che avrebbe potuto essere la tempistica pensata dopo che i Cleveland Cavaliers l’hanno chiamato con la numero 58 all’ultimo Draft NBA.
Il passaggio alla Virtus doveva essere una tappa di accompagnamento verso il grande salto, invece dopo una sola stagione a Bologna l’ex Trento ha deciso di andare a giocare al College. La ragione? Di opportunità a livello cestistico, ma anche (se non soprattutto) di straordinaria rimuneratività a livello economico.
L’Università della Louisiana ha infatti messo sul piatto qualcosa come 5 milioni di euro, una cifra dodici volte più alta di quella percepita in maglia bianconera (400mila euro), di fatto impossibile anche solo da pensare di poter pareggiare. Oltre a ciò, determinante è anche la volontà del board dei Cleveland Cavaliers di poter avere la possibilità di monitorare da vicino Niang, che giocando negli USA sarà più facilmente “tracciabile” dai tanti scout legati alla franchigia di stanza in Ohio.
La nuova regola che attrae tanti giocatori (anche dall’Europa)
A rendere possibile tutto questo è il cosiddetto NIL, acronimo di “Name, Image e Likeness”, una sorta di contratto professionistico “camuffato” da sponsorizzazione, poiché consente agli studenti di monetizzare il proprio nome, la propria immagine e la propria identità pubblica di atleti.
Una manovra creata ad hoc per aggirare le regole universitarie che impediscono di pagare direttamente i giocatori come se fossero sotto contratto con una franchigia, pratica che veniva bypassata in passato con diverse soluzioni (alcune molto fantasiose), ma col rischio di essere scoperti e vedersi negata la possibilità di diventare professionisti.
Chiaro però che ormai anche un College NCAA è divenuta un’azienda a tutti gli effetti: non si parla più di reclutamento come lo era un tempo, quanto piuttosto di una “campagna acquisti” vera e propria. E Niang non è il primo italiano a cedere, dal momento che anche Quinn Ellis ha deciso di trasferirsi a St.John’s.
NBA, Lakers a un passo dalla semifinale, ma Doncic sarà out
A proposito di America: in NBA i play-off sono entrati nel vivo, con due squadre già qualificate alle semifinali di Conference a Ovest. Non sorprende che esse siano OKC (comodo sweep su Phoenix) e San Antonio, che ha battuto 4-1 Portland, ritrovando negli ultimi due atti della serie il miglior Wembanyama dopo la commozione cerebrale che l’aveva tenuto fuori in gara 3 (e in gara 2 aveva giocato spiccioli).
I Thunder aspettano ora di sapere se e quando i Los Angeles Lakers chiuderanno la serie con Houston: avanti 3-0, hanno perso gara 4, ma adesso tornano a LA per provare a chiuderla a doppia mandata. Anche se dovranno farlo sempre senza Luka Doncic e Austin Reaves: lo sloveno ha pochissime (se non nulle) chance di poter disputare l’eventuale serie di semifinale con OKC, e il rischio che i suoi play-off possano concludersi senza presenze è più che mai reale.
Nell’altra sfida, Minnesota è avanti 3-2 su Denver, ma Nikola Jokic ha fatto capire di non volersi arrendere tanto facilmente. A Est, nella notte match point casalingo per Detroit, avanti 3-1 sui Magic, mentre Cleveland torna a casa sul 2-2 con Toronto. Knicks e Celtics sono avanti 3-2 contro Hawks e Sixers, ma dovranno giocare in trasferta gara 6 per provare a chiudere i giochi, evitando di andare a gara 7.
