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Scafatese in C dopo 16 anni, Domenico Maggio in esclusiva: “Esaudito il sogno del presidente Romano”

A tu per tu con il bomber della squadra, per tutti “Mimmo”, attaccante di categoria e un top player per la Serie D. Che ha le idee chiare: “Al Valmontone il gol più importante”

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Carmine Roca

Carmine Roca

Giornalista

Giornalista pubblicista, appassionato di calcio in tutte le sue sfaccettature, con una particolare predilezione per i campionati minori.

A Scafati non c’è soltanto la squadra di basket, che da anni milita tra Serie A1 e Serie A2 con la Givova del presidente Nello Longobardi. La Scafatese è tornata nei professionisti dominando il suo girone in Serie D: promozione con 6 giornate di anticipo e 19 punti di vantaggio sulla seconda. L’attaccante Domenico Maggio, goleador della squadra, ci racconta la cavalcata da urlo dei gialloblù e le ambizioni del presidente Felice Romano.

Scafatese in C, l’emozione di bomber Maggio

“Scusami, ho poca voce”. Esordisce così Domenico Maggio, per tutti “Mimmo”, attaccante di categoria, un top player per la Serie D. “E dovete vedere ancora cosa dovrà succedere”, è la sua promessa. La voce è bassa, rauca, ma racconta tanto: è la piacevole eredità per le urla di gioia nello spogliatoio dello stadio “Vitiello” dopo il 4-2 al Monastir che ha sancito l’aritmetica promozione in Serie C dopo 16 anni di attesa.

La festa durerà almeno altri due mesi e non può essere altrimenti dopo un cammino senza macchie: la Scafatese è ancora imbattuta, un tornado devastante per le avversarie travolte dalla furia di una squadra costruita per dominare il campionato. E così è stato: la promozione è arrivata con 6 giornate di anticipo e un +19 sulla seconda che non lascia spazio ad altre interpretazioni.

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Tra i protagonisti della sensazionale cavalcata della Scafatese c’è lui, Domenico Maggio, 35 anni, attaccante di razza, goleador della squadra con 11 gol all’attivo: “E ne avrei potuti segnare tanti altri in più, da un po’ di giornate non riesco a sbloccarmi, però mi sono rifatto con gli 8 assist ai miei compagni. Mai nella mia carriera ero stato così bravo come rifinitore. Sono felice anche se non segno, sfatiamo questa diceria dell’attaccante triste se non gonfia la rete. Vivo per il gol, ma è più importante il risultato della squadra. Il mio gol più importante? Quello al Valmontone, nel 2-1 nella gara di andata: rientravo dopo un infortunio a un occhio, un’emozione pazzesca”.

L’ambizione di Romano e il primo incontro con Maggio

La Scafatese è una macchina da guerra, merito soprattutto degli investimenti del suo presidente Felice Romano, in carica dal giugno del 2024. Il suo arrivo a Scafati è coinciso con l’acquisizione del titolo sportivo del San Marzano Calcio in Serie D. Nel comune salernitano che ha ceduto il passo alla Scafatese, suo padre Antonio fondò un’importante azienda di conserve, che in seguito ha fatto fortuna anche fuori dall’Italia, soprattutto nel Nord America. Una parte di quella fortuna, Romano l’ha dirottata nel mondo del calcio, nella Scafatese.

“Il presidente Romano merita tutte le gioie possibili e immaginabili – prosegue Maggio nel suo racconto -. Voleva riportare la Scafatese in Serie C per dedicare la promozione al padre scomparso. Era un sogno e lo ha esaudito. Ricordo ancora il nostro primo incontro, quando arrivai in sede per la firma. Mi guardò fisso negli occhi e mi disse: “Ti ho preso per vincere”. Quella frase mi ha caricato ulteriormente, da quel giorno ho avuto un solo obiettivo: la vittoria del campionato”.

Enzo Candela

Bomber Mimmo Maggio in azione: decisivo il suo contributo per la promozione in serie C della Scafatese

Da Siracusa a Scafati, nel segno della vittoria

E Maggio di vittorie è sicuramente esperto. L’anno scorso ha vinto un altro campionato di Serie D con il Siracusa: “Mi sono trovato molto bene, ma in estate ho preferito andare via. Si era chiuso un ciclo di due anni, con 38 gol all’attivo, una vittoria ai playoff di Serie D contro la Reggina e il primo posto nel girone del campionato successivo. La scorsa estate mi hanno cercato in tanti, dalla Reggina, al L’Aquila, fino al Treviso, ma volevo tornare in Campania e riavvicinarmi alla famiglia. Quando è arrivata la chiamata del direttore sportivo Fusco sono subito corso a Scafati per firmare. Ed è stata la mia fortuna. Poi io vado a sensazione, a pelle. Il presidente Romano e Fusco mi hanno immediatamente colpito per la loro umanità e per la loro professionalità”.

La carriera di Domenico Maggio si è sviluppata sui campi di periferia, in Campania, sempre nel salernitano, ha lasciato ottimi ricordi anche con il Santa Maria Cilento e con la Gelbison.

Un “self made man”, uno che si è fatto da solo, che ha ingoiato bocconi amari e si è rimboccato le maniche, sacrificandosi per restare sulla cresta dell’onda: “Per vincere i campionati hai bisogno di altri occhi, quelli della tigre diceva Rocky. Oggi mi sento un calciatore diverso, migliorato e valorizzato. Ma questa promozione non sarebbe stata possibile senza il contributo dei miei compagni. Il presidente ci provava da due anni a salire in Serie C, ha allestito una rosa fortissima e i risultati lo hanno dimostrato”.

La rosa da sogno, l’esonero di Esposito e l’arrivo di Ferraro

Assieme a lui, dal Siracusa, sono arrivati a Scafati anche i difensori Baldan e Suhs, il centrocampista Acquadro e l’esterno sinistro offensivo Convitto. Tutti con alle spalle un campionato vinto l’anno prima, è stato il cambio di passo per la Scafatese: “Noi cinque ci siamo aggiunti ai riconfermati della passata stagione e ad altri calciatori di spessore come Faiello, Volpicelli e Sicurella, che già conoscevo”.

La Scafatese parte subito forte, ma a dicembre arriva il clamoroso esonero di Gianluca Esposito, allontanato nonostante il primo posto in classifica con 5 punti di vantaggio sulla seconda.

Al suo posto Giovanni Ferraro, che già aveva vinto il campionato di Serie D con il Giugliano e con il Catania: “L’esonero di Gianluca Esposito? Non so cosa sia potuto accadere, diciamo che ci siamo adeguati alla scelta della società. Ma pure lui ha contribuito alla promozione con 14 gare da imbattuto. L’arrivo di mister Ferraro ha fatto la differenza. C’è stata un’ulteriore iniezione di fiducia, una consapevolezza maggiore. Lui è uno che annusa per primo i pericoli, arriva prima di tutti sulle cose. Assieme a Zeoli ha fatto un lavoro straordinario. L’arrivo di mister Ferraro ha fatto la differenza”.

Ottenuta la promozione in Serie C, il presidente Romano ha subito cambiato obiettivo: la Serie B entro un paio di anni e la costruzione del nuovo stadio. Il futuro di Maggio è ancora da scrivere: “Io voglio restare, ne ho già parlato con il presidente e con il direttore sportivo. Le possibilità per portare avanti il sogno anche in Serie C ci sono tutte. I matrimoni si fanno in due, ma io qui sto benissimo”.

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