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Mondiali, perché Infantino s'è piegato a Trump su Balogun e non su Iran e ripescaggio Italia

La guerra di potere con Ceferin e l'UEFA e la volontà di spostare il potere verso le altre confederazioni: ma stavolta il boss della FIFA ha perso la faccia.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

A far giustizia ci hanno pensato i Diavoli Rossi, col rotondo 4-1 che ha spento i sogni di gloria dei tifosi statunitensi e di Donald Trump. Il presidente degli Stati Uniti s’era mosso in prima persona per far annullare la squalifica a Balogun, l’attaccante più forte della sua Nazionale, e averlo a disposizione contro il Belgio. Ma l’ingerenza del tycoon non è bastata agli USA per ribaltare il pronostico e approdare ai quarti di finale dei Mondiali più discussi di sempre. Uno a quattro, con tanto di balletto provocatorio di Lukaku a “sfottere” The Donald sul finale del match. Viene da chiedersi, a bocce ferme e a mente fredda: caro Infantino, ne è valsa la pena perdere la faccia in questo modo?

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Trump chiama Infantino e Balogun gioca USA-Belgio

Su Balogun e sulla sua riammissione grazie a un cavillo del regolamento si è scritto di tutto. La FIFA, che detta leggi e regole, s'è concessa la facoltà di annullare cartellini e provvedimenti in modo insindacabile e arbitrario. Un privilegio "sfruttato" una sola volta nella storia, per il brasiliano Garrincha. Prima dell'intervento di Trump. È bastata una telefonata all'amico Gianni perché il presidente americano sanasse "l'ingiustizia" del rosso rimediato contro la Bosnia. Screditando l'arbitro brasiliano, la FIFA, lo stesso sistema disciplinare del calcio. Tutto per fare in modo che gli States potessero vincere anche nel calcio. Infantino, stavolta, ha detto subito sì alle richieste dell'amico.

La finta indipendenza della FIFA millantata da Gianni

Peggio dell'accondiscendenza con cui l'ex segretario dell'UEFA si è mosso per assecondare i voleri di Donald, ci sono le scuse millantate in conferenza stampa. "Non ho deciso io". Oppure: "Gli organi FIFA sono indipendenti e operano in autonomia". E ancora: "A volte sono d'accordo con quello che decidono, altre no". Scuse, appunto. Gianni ha provato a smarcarsi, visto che la riammissione di Balogun ha indignato tutto il mondo (fuorché gli americani). Senza troppo successo. C'è qualcuno, a parte i tifosi della Nazionale di Pochettino, che crede alla buona fede di Infantino?

Lo scandalo Iran e il no all'Italia ripescata ai Mondiali

Verrebbe da chiedere al boss della FIFA: perché stavolta si è subito piegato ai voleri dell'influente ed esuberante partner? No, perché in altre occasioni anche recenti gli aveva tenuto testa con fierezza. Sull'Iran, ad esempio, ha fatto di tutto per garantirne la partecipazione a dispetto di tutto. Risultato? L'Iran è stato ammesso a una farsa, coi bastoni tra le ruote messi di proposito dagli Stati Uniti a livello logistico, lunghi viaggi, stanchezza, il quartier generale spostato in Messico, gol annullati al 90'. Tanto valeva riammettere l'Italia, a questo punto, ascoltando i suggerimenti di Zampolli, l'alto inviato mandato in avanscoperta da Trump per sondare la proposta. In quel caso, però, Infantino ha saputo dire no.

La guerra di potere con Ceferin e la lotta FIFA/UEFA

Perché questa volta il sergente svizzero s'è trasformato in agnellino? Non c'entra l'antipatia per l'Italia, peraltro dileggiata in una tv brasiliana per la mancata qualificazione a inizio torneo. C'entra piuttosto la guerra di potere con l'UEFA e in particolare con Ceferin. Infantino dall'inizio del suo mandato sta trasferendo potere, visibilità (e soldi) lontano dall'Europa. Ha portato i Mondiali in Qatar e in Nordamerica, li porterà in Arabia Saudita, ha "creato" nuove potenze calcistiche come il Marocco, ha "rianimato" Messi, garantito posti in quantità ai Mondiali a selezioni scarse. Adesso ha provato ad aiutare gli USA contro una vecchia potenza europea, il Belgio. Ma non sempre i piani riescono bene.

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