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Schieder e Paris mettono l'Olympiabakken nel mirino dopo la prima prova di discesa. Franzoni (per ora) studia

Prima prova cronometrata a Kvitfjell dove nel fine settimana si corrono le ultime gare veloci della stagione. Paris torna dove ha vinto 6 volte e spinge, Franzoni si risparmia.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

L’Olympiabakken per Giovanni Franzoni è praticamente una nuova scoperta. E sarà forse per questo che una volta tanto il discesista di Manerba sul Garda ha pensato bene di studiarsela a puntino, lasciando che fossero altri a spartirsi le posizioni migliori nella prima prova cronometrata in vista della prova finale di Coppa del Mondo, in programma sabato mattina. A Kvitfjell in fondo chi va forte da sempre è Dominik Paris, che non a caso s’è messo subito in scia dei migliori, anche se l’italiano più in alto nella classifica provvisoria è stato Florian Schieder, desideroso di chiudere una stagione complicata con una bella zampata finale.

Paris nel giardino di casa, ma buon impatto anche di Schieder

Sulla pista che nel 1994 vide l’impronosticabile vittoria di Tommy Moe nella prova olimpica, a mettere tutti in riga nella prima prova è stato lo sloveno Miha Hroabt, che ha preceduto di 14 centesimi il canadese Cameron Alexander e di 28 l’azzurro Schieder. Hrobat lo scorso anno fece terzo nel supergigante vinto da Paris, Alexander due anni fa chiuse terzo nella discesa vinta da Hintermann.

Insomma, due che la pista la conoscono quasi come le loro tasche, un po’ come Paris che sull’Olympiabakken ha vinto 4 volte in discesa (l’ultima un anno fa) e due volte in supergigante, e che come tale è da considerare tra i logici favoriti anche in vista della gara di sabato, oltre che per il supergigante in programma domenica. Per ora s’è limitato a ripassare bene il tracciato chiudendo a 53 centesimi dalla vetta, con gli austriaci Haaser e Hemetsberger a precederlo di una manciata di centesimi appena.

Nella top ten di giornata c’è spazio però anche per Christof Innerhofer, che ha aperto quello che potrebbe (dovrebbe) essere il suo ultimo appuntamento di Coppa del Mondo con una decima piazza a 91 centesimi di ritardo da Hrobat.

Odermatt e Franzoni vicini, von Allmen si rialza…

A prima vista, i big hanno sostanzialmente preferito non spingere più di tanto. Marco Odermatt, che ha già messo in tasca sia la Coppa del Mondo generale che quella di specialità di discesa, ha lasciato fare stampando il 15esimo tempo complessivo, a 1”22 dalla vetta.

Appena tre centesimi più dietro c’è proprio Giovanni Franzoni, quasi in marcatura sul fuoriclasse di Engadina: il ritardo nei confronti di Hrobat l’ha accumulato tutto nella parte alta del tracciato, mentre sotto poi ha potuto spingere con maggiore costanza, ottenendo buoni riscontri cronometrici. Casse ha chiuso 13esimo a un secondo, Alliod 21esimo a quasi due secondi.

Chi invece ha proprio mollato nel finale della prova è stato Franjo von Allmen, che ha chiuso ultimo sui 24 partenti (le finali prevedono la partecipazione dei primi 25 atleti della classifica di specialità, più il vincitore del mondiale Juniores ed eventualmente dell’ultimo mondiale e olimpiade, se fuori dai primi 25 di Coppa del Mondo) accumulando quasi due secondi solo nell’ultimo rilevamento.

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