Una rivincita, una dichiarazione di intenti o un’impresa: non resta che da scegliere il nome giusto da dare a quello che ha fatto Alex Schwazer in Germania. Il 41enne marciatore si è preso il record italiano (ancora da omologare) della distanza con un tempo che lo mette ai primi posti delle classifiche Mondiali, seppur in una categoria tornata nel calendario internazionale solo da pochi mesi.
La seconda vita di Alex Schwazer
La cosa più incredibile è che Alex Schwazer è di fatto un amatore, forse potrebbe anche essere considerato secondo certi parametri come un ex marciatore visto che si divide tra il lavoro in un hotel e il ruolo di consulente per i calciatori del Sud Tirol. La realtà però racconta una storia diversa, quella della maratona di marcia dei campionati tedeschi che si sono svolti a Kelsterbach, a pochi chilometri da Francoforte, con il marciatore italiano che ha battuto tutti firmando anche il record italiano della distanza con il tempo di 3h01’55”, cancellando il precedente che apparteneva ad Andrea Agrusti e che era superiore di due minuti.
Il giallo sul record italiano
Il primato italiano firmato da Schwazer al momento non è stato ancora omologato dalla Federazione italiana. Il motivo sta nei costanti cambiamenti che avvengono nel mondo della marcia quando si parla di distanze. Fino a poco tempo fa i riferimenti chilometri erano diversi, spesso incentrati su 20 e 50 km, nel 2026 invece è arrivata la riforma della World Athletics che ha deciso di istituire la mezza maratona (21,097 km) e la maratona (42,195 km) e alle prossime Olimpiadi l’unica distanza prevista è solo la prima. La decisione per questa stagione riguardo tempi e primati è che i record ufficiali verranno riconosciuti solo se i tempi saranno inferiori a determinati parametri (1h21’30” per la mezza maschile, 2h56’30” per la maratona maschile) con l’Italia che omologherà il primato italiano solo al termine dell’anno solare.
La prospettiva Europei
Il tempo fatto segnare da Agrusti prima e da Schwazer poi rappresentano due riferimenti in vista anche delle convocazioni per gli Europei di Birmingham dove si correranno entrambe le distanze. L’altoatesino è un amatore ma in questo momento sarebbe il primo nelle liste italiane in attesa che anche altri si cimentino sulla distanza più lunga. E lui non esclude la possibilità di esserci: “Non penso agli Europei, non voglio togliere il posto a nessuno ma se la federazione vuole parlarne sono disponibile”.
Ora la palla passa nelle mani della Federazione ma non è una situazione semplice visto che i rapporti all’interno della squadra potrebbero essere complicati. Solo qualche settimana fa Antonella Palmisano, oro olimpico a Tokyo e argento Mondiale sempre in Giappone, aveva espresso la sua opinione in maniera molto dura: “Ritengo che chi tradisca i valori sportivi utilizzando il doping debba essere allontanato in maniera definitiva. Non esistono seconde occasioni. Non conosco Schwazer ma il suo caso ha messo in cattiva luce la marcia, danneggiando l’immagine di questa disciplina”.
