È tutta una questione italo-svizzera: nella velocità quest’anno non c’è trippa per gatti, anche se poi sul gradino più alto del podio salgono sempre gli elvetici. Con Franjo von Allmen che dopo la caduta in supergigante decide di riprendersi con gli interessi ciò che riteneva essere suo, conquistando la prima vittoria in carriera sulla iconica Saslong di Selva Val Gardena. E mettendosi dietro nientemeno che Marco Odermatt, come ieri costretto ad accontentarsi del secondo gradino del podio. Poi però c’è tanta Italia: Schieder ritrova la magia e si mette davanti a Paris, chiude quinto sulla pista dove un anno fa mise tutti in riga. Con Casse e Franzoni che a loro volta mandano segnali in vista dei giochi.
- Schieder finalmente torna a ruggire: "Bella iniezione di fiducia"
- Gli svizzeri fanno un altro sport, ma l'Italia è viva
Schieder finalmente torna a ruggire: “Bella iniezione di fiducia”
La Saslong sa sempre come regalare sorprese, e non sorprende che atleti scesi con pettorali alti siano riusciti a inserirsi a ridosso dei big. Prendete Alessio Miggiano: a dispetto del nome (italianissimo) batte bandiera rossocrociata, e pur partendo con numero 42 è riuscito a inserirsi addirittura davanti a Paris, giù dal podio per soli 13 centesimi.
Il terzo gradino agguantato da Schieder però rende ancora una volta positivo il bilancio del fine settimana azzurro della velocità: la Stelvio di Bormio che ospiterà le gare olimpiche è pronta ad accogliere un contingente in gran forma, e sulla carta anche in crescita. Paris ha pasticciato tanto sui Ciaslat, come purtroppo era già successo ieri in supergigante, Schieder invece ha limitato un po’ gli errori e s’è preso un podio che inseguiva da un po’ di tempo. “Un piazzamento importante che mi da fiducia e mi fa capire che sono sulla strada giusta. Oggi la neve non era facilissima, stare dietro ai primi due era oggettivamente impossibile, ma sono contento di essere riuscito a confezionare questo terzo posto che vale tanto”.
Paris non può essere altrettanto contento, anche se il suo trittico di Selva rimane abbastanza positivo, al netto della giornata no di venerdì. “Ho cercato di spingere al massimo, più o meno ho fatto quello che mi era venuto da fare giovedì, quando ho chiuso terzo in una discesa più corta. Sono dove volevo essere a livello di sensazioni, ora penserò a come limare qualche difetto”.
Gli svizzeri fanno un altro sport, ma l’Italia è viva
La festa svizzera era annunciata, con von Allmen che s’è messo dietro ancora una volta un Marco Odermatt che sta cominciando pericolosamente a fare l’abitudine ai piazzamenti alle spalle del vincitore di giornata. Evidentemente non vuole liberarsi della compagnia di Alberto Tomba a quota 50 vittorie in Coppa del Mondo, anche se domani nel gigante di La Villa sulla Gran Risa la numero 51 potrebbe arrivare rapidamente.
I due elvetici hanno fatto gara a sé, dal momento che Schieder è stato quello che l’ha avvicinati di più, ma distante 7 decimi. Buona la prova di Nils Alphand, quarto per via di uno schuss finale decisamente lento (altrimenti sarebbe stato tranquillamente davanti a Schieder). Gli altri italiani: Casse è sceso del suo passo e ha chiuso ottavo, pagando dazio a un paio di decimi di troppo persi in alto. Franzoni, dopo il terzo posto in supergigante, in parte s’è ripetuto, pagando dazio anche lui alla parte di scorrevolezza in cima (dove ha accumulato oltre un secondo di ritardo). Male Innerhofer che ha rischiato grosso sui Ciaslat, restando dentro ma uscendo dai 30. Alliod è andato nuovamente a punti, confermando la sua crescita ormai lampante.
Ora la Coppa del Mondo si concentrerà sulle gare tecniche: il supergigante di Livigno del 27 dicembre è l’unica gara veloce prima del week-end di Wengen di metà gennaio, cui seguiranno quelli di Kitzbuhel e Garmisch (in mezzo anche una discesa a Crans Montana) prima delle gare olimpiche sulla Stelvio.
