La nebbia prima, le cadute poi (è soprattutto il norvegese Moeller a preoccupare), ma la prima discesa libera sulla Saslong, recupero di quella non disputata a Beaver Creek, ha regalato emozioni infinite. Anche la solita certezza: Marco Odermatt davanti a tutti, come regola vuole, con Franjo von Allmen dietro di 15 centesimi e un favoloso Dominik Paris terzo a 19.
Ma l’Italia non si è fermata lì: sesto Schieder, settimo Casse, ottavo Franzoni, 11esimo uno straordinario Innerhofer, fresco di 41 candeline appena spente, mentre Benjamin Alliod ha chiuso 14esimo dopo aver sognato il colpaccio fino a due terzi di gara.
- Odermatt e von Allmen, la sfida infinita. Ma Paris c'è
- Schieder e Casse mandano segnali, Franzoni stupisce
- Innerhofer non ha età, Alliod sogna per due terzi di gara
Odermatt e von Allmen, la sfida infinita. Ma Paris c’è
Debita però è la premessa: a far festa è soprattutto la Svizzera, con Odermatt sempre più padrone della velocità, oltre che della classifica generale di Coppa del Mondo. Stavolta però il detentore del pettorale rosso ha dovuto sgobbare più del solito: la partenza ribassata sul Sochers (causa nebbia) dopo un’ora abbondante di attesa ha finito per rimescolare un po’ le carte e aumentare l’incertezza, con una trentina di secondi in meno rispetto alla lunghezza solita della Saslong (sabato, se tutto va come deve andare, si tornerà a partire dal Ciampinoi).
Alla fine però un po’ i materiali e un po’ il piede leggiadro dell’elvetico hanno fatto la differenza: von Allmen c’è rimasto un po’ male, staccato di appena 15 centesimi, 4 in meno rispetto a un Paris che è sceso due minuti prima di Odermatt e ha fatto trovare tutto il popolo svizzero, chiudendo però sul podio e dando l’impressione di sentirsi a suo agio come non mai su una pista che fino a un anno fa gli era completamente invisa (poi, il successo in discesa ha riscritto la storia e riannodato i fili).
Il rimpianto di Paris? Quei 4 decimi beccati da Odermatt sui Ciaslat, il momento che ha deciso la contesa a favore del campione di Engadina. Perché nei restanti 4 intermedi Domme è andato costantemente sotto i tempi di Odermatt.
Schieder e Casse mandano segnali, Franzoni stupisce
Di sicuro il Carabiniere di Merano ha preso appunti in vista sua del superg di domani che della discesa “ufficiale” di sabato, ma l’Italia avrà tante carte da giocare. Con Florian Schieder che ha ritrovato il piede dei giorni migliori, chiudendo sesto e andando progressivamente migliorando i suoi tempi.
Un decimo più dietro, spazio per Mattia Casse: è stato il primo a scendere dopo 75’ di attesa al cancelletto, ma ha interpretato la Saslong come doveva fare, dimostrando di poter fare qualcosa di grosso nei prossimi due giorni di gara.
Sette centesimi più dietro, un po’ a sorpresa (ma neanche troppa), ecco Giovanni Franzoni: sceso col pettorale numero 50, fino a metà tracciato era in linea con i tempi di Odermatt, poi ha pagato qualcosa sui Ciaslat e nel finale ha comunque chiuso con una top ten di valore, che ne testimonia la crescita anche di condizione.
Innerhofer non ha età, Alliod sogna per due terzi di gara
Poco prima era sceso Christof Innerhofer, e qui gli aggettivi si sprecano: a 41 anni appena compiuti il buon Inner ha conquistato un 11esimo posto che vale tantissimo, e che a questo punto lo mette in competizione con i compagni di squadra per un posto nel quartetto che andrà a giocarsi le medaglie olimpiche sulla Stelvio di Bormio, che poi è anche il motivo per il quale ha deciso di proseguire un’ultima stagione.
Poco più indietro, prima top 15 in carriera per Benjamin Alliod: a metà discesa erano 14 i centesimi di vantaggio sul tempo fatto segnare da Odermatt, al punto che al parterre più d’uno ha sognato ad occhi aperti. Gli 8 decimi beccati sui Ciaslat hanno riportato tutti con i piedi per terra, ma Alliod sembra finalmente pronto al decollo dopo un paio di stagioni di attesa. Non ha terminato la prova Nicolò Molteni, mentre Guglielmo Bosca ha rinunciato a scendere per il riacutizzarsi di un fastidio al ginocchio.
Domani, come detto, tocca al supergigante: Odermatt al solito favorito, ma questo Paris farà certamente paura. “Questa discesa mi è servita come riscaldamento per i prossimi due giorni. Fatemi aggiustare un paio di cose e vedrete che ci divertiamo, perché questo motore a quanto pare ancora va”. Parola di Domme.
