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Sci, SuperG Beaver Creek: Odermatt sbaglia, Kriechmayr ringrazia e doma la Birds of Prey. Paris ottimo quarto

Nonostante condizioni meteo al limite, la Birds of Prey non tradisce le attese: il SuperG lo vince Kriechmayr, grazie a un errore di Odermatt. Paris manda altri bei segnali.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Neve a profusione, raffiche di vento e visibilità quasi pari allo zero, ma la Birds of Prey andava onorata al massimo e Vincent Kriechmayr l’ha fatto con tutti i riguardi del caso. Centrando la vittoria numero 19 in Coppa del Mondo, vittoria che mancava da quasi due anni (febbraio 2024 a Kvitfjell) e dimostrando che a 35 anni c’è ancora tanta neve da mettere sotto i piedi, oltre che tanti centesimi da rifilare agli avversari (specie i più giovani). Così Marco Odermatt deve ancora una volta masticare amaro: solo quinto l’elvetico, dietro anche a un Dominik Paris sempre più convincente e sempre più in crescita di condizione e feeling con i materiali.

Otto anni dopo, Kriechmayr doma la Birds of Prey

Kriechmayr ha sudato freddo non tanto per le velleità dei rivali, finiti abbondantemente lontani (solo Friedrik Moeller è stato sotto il secondo di ritardo, staccato 56 centesimi), quanto soprattutto per le continue interruzioni dovute prima alla scarsa visibilità, poi soprattutto al forte vento che ha imperversato nella parte iniziale e in quella centrale.

La gara, già posticipata di 45 minuti rispetto all’orario originario, ha vissuto continue frammentazioni, ma alla fine la FIS ha ottenuto ciò che voleva, cioè la discesa dei primi 30 atleti, omologando così il risultato della gara e consegnando a Kriechmayr una vittoria dal significato assai particolare: è proprio a Beaver Creek che 8 anni fa l’austriaco conquistò il primo successo in Coppa del Mondo, sempre in supergigante. La festa austriaca di giornata la completa Haaser, che chiude terzo.

Paris quarto e soddisfatto: “Felice di essere competitivo”

Odermatt era il logico favorito, ma ha commesso un grave errore nella parte iniziale che ha finito per compromettere tutta la sua prova, tanto da lasciare nel tratto oltre un secondo. Non può appellarsi al meteo semplicemente perché è sceso subito dopo Kriechmayr, quindi con condizioni di pista e visibilità identiche.

Qualche minuto dopo è sceso Paris, che ha trovato un po’ più di vento e foschia in alto, commettendo a sua volta una sbavatura che gli è costata 9 decimi nella parte alta, salvo poi confermare quanto di buono già fatto nella parte centrale e nel tratto finale nella discesa di giovedì. “Torno a casa con la sensazione di essere davvero sulla strada giusta, ha commentato il meranese.

“All’inizio ho provato subito ad essere aggressivo e c’è scappato un errore, ma quando si è al limite ci può stare, dunque alla fine va bene così. Il quarto posto mi soddisfa: dopo il sesto in discesa, dimostra che posso stare ancora con i migliori e questa è una bella sensazione. Ora raccogliamo tutte le forze e prepariamoci alle gare europee: storicamente sulla Saslong di Selva Val Gardena ho sempre fatto fatica, ma col tempo sono migliorato e spero di potermi confermare anche quest’anno”.

Sulla Saslong ci saranno due discese. Ma gli italiani faticano

La fiducia di Paris risiede anche nella notizia del recupero della discesa libera saltata proprio qui a Beaver Creek, e che verrà disputata giovedì 18 dicembre sulla Saslong, il giorno prima del supergigante e due giorni prima la discesa “canonica” sulla pista delle Dolomiti.

Per l’Italia il fine settimana sulla Birds of Prey, almeno per ciò che riguarda le gare di velocità (domenica si chiude con un gigante), racconta di un Paris competitivo, ma di un contingente che fatica a trovare altri atleti in grado di lottare per le posizioni che contano. Giovanni Franzoni ha chiuso comunque in top ten, cedendo 1”50 a Kriechmayr (due terzi del ritardo l’ha accumulato anche lui nella parte alte della pista). Più indietro Bosca, Casse e Innerhofer, tutti attorno alla 20esima posizione, mentre Schieder è uscito pagando dazio anche alla sfortuna di essere sceso in condizioni veramente al limite.

La FIS alla fine ha portato a termine la gara interrompendola dopo la discesa dell’atleta sceso col numero 31, cioè Meillard, con Lucas Pinheiro Braathen costretto a starsene buono al cancelletto di partenza, fermato dai giudici a causa del vento. Insomma, una gara sui generis, ma nulla che tolga merito al dominio di Kriechmayr.

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