Con la vittoria casalinga ottenuta contro il Parma, l’Inter ha conquistato matematicamente la vittoria dello Scudetto stagione 2025/2026 con tre giornate d’anticipo, complice anche il pareggio del Napoli campione uscente sul campo del Como di Cesc Fabregas.
Un trionfo al primo anno sulla panchina nerazzurra per Cristian Chivu, che ha raccolto il testimone di Simone Inzaghi dopo l’annata scorsa. Ed è subito partita la festa con i tifosi che hanno invaso piazza Duomo per festeggiare la squadra: si tratta del primo Scudetto conquistato tra le mura amiche dal 1989 con alla guida l’allenatore Giovanni Trapattoni.
Euforico anche Gianfelice Facchetti, figlio del grande Giacinto, che ha commentato il traguardo raggiunto ai nostri microfoni:
“Vincere è sempre bello, poi ci sono alcuni Scudetti che hanno un sapore speciale, come quello della seconda stella vinto due anni fa in casa del Milan. Questo è diverso, perché i pronostici non ci davano per favoriti, anzi. Sulla carta, questa era una stagione di transizione, invece c’è il sapore dolce della vittoria che ci accompagna”.
- Cristian Chivu, emblema di saggezza
- "Facile dire Lautaro Martinez"
- "Strumentalizzare sulla pelle dell’Inter non è una novità"
Cristian Chivu, emblema di saggezza
Come detto, grande merito anche a mister Chivu che, dopo la breve esperienza col Parma, ha preso il timone dei nerazzurri e li ha guidati alla conquista del titolo.
“C’era bisogno di non misconoscere l’eredità del lavoro profondo di Simone Inzaghi. Chivu è stato saggio e si è saputo adattare. Alcune squadre, l’estate scorsa hanno speso tanto, l’Inter molto meno. È riuscito a valorizzare quello che aveva, ha saputo ridare motivazioni al gruppo e ha messo dentro qualcosa di suo, dal punto di vista tecnico e tattico. Nelle fasi migliori della stagione, abbiamo visto quelli che possono essere i nuovi punti di partenza da qui in avanti. Chivu è stato intelligente a raccogliere il testimone dell’ex allenatore, ma mettendoci la sua impronta”.
“Facile dire Lautaro Martinez”
Tra i giocatori simboli di questo Scudetto, il ventunesimo della gloriosa storia del club meneghino, Facchetti menziona il capitano. Ma tutta la squadra ha svolto in maniera egregia il proprio lavoro.
“Facile dire Lautaro Martinez, credo sia stato il più determinante nelle fasi salienti della stagione. Ma, non è un modo di dire, per me è una vittoria di gruppo. Se riguardo il film dell’annata, c’è stato un movimento corale, collettivo, che ha cercato di recuperare i giocatori che avevano qualche difficoltà. E si vedeva benissimo anche dagli spalti, l’ho riscontrato in tante occasioni”.
“Strumentalizzare sulla pelle dell’Inter non è una novità”
Infine, non potevamo non chiedere a Facchetti un passaggio su quanto sta accadendo al mondo arbitrale con l’Inter, in un certo modo, tirata in ballo nei giorni scorsi.
“Prendo per buone le parole di Marotta (“Non c’è niente da aggiungere rispetto alla settimana scorsa, perché siamo tranquillissimi avendo agito sempre con la massima correttezza”, ndr) e, da spettatore, credo ci sia stata una pessima gestione del caso. Una settimana fa si è buttato tutto in prima pagina in maniera un po’ raffazzonata, senza un contenuto concreto in mano. Questa operazione l’ho letta, soprattutto da una parte della stampa, come un tentativo di assecondare la pancia di alcune frange di tifosi, non dell’Inter ovviamente, che aspettano e sperano in un crollo di qualsiasi tipo. Per quello che è uscito fino a qui, mi sembra che il nome dell’Inter sia stato speso per avere click e visualizzazioni, senza avere contenuti che avallassero le tesi presunte. Mi sembra, invece, la conferma di un mondo arbitrale in conflitto con sé stesso. Lasciando stare gli episodi specifici, mi pare ci sia grande confusione e attriti tra chi arbitra in campo, chi sta davanti ai monitor e tutti gli altri, perché a seconda del peso dell’uno o dell’altro c’è un tentativo di prevaricare. Ci sono ingerenze inspiegabili, per esempio quando un guardalinee si prende la briga di fermare il gioco e assegnare un calcio di rigore. O incongruenze su episodi identici. Questa cosa è valsa per tantissime squadre di Serie A, non solo per l’Inter. Dopodiché, che a qualcuno facesse gioco strumentalizzare la questione sulla pelle dell’Inter non è una novità. Ma mi sembra davvero aria fritta”, ha concluso a Virgilio Sport.
