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I segreti di Sinner: il rito del bagno, perché ha mollato lo sci, la frecciata di Cahill e il futuro lavoro

Jannik risponde alle domande dei tifosi (e del coach) sul suo canale Youtube e svela dettagli inediti e sorprendenti: se non fosse tennista sarebbe in cucina con papà Hanspeter.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Jannik Sinner risponde senza filtri alle domande dei tifosi (e non solo) sul suo canale Youtube e svela dettagli inediti e sorprendenti sulla sua carriera, sulla sua vita quotidiana, sui suoi progetti futuri. Chiamiamoli pure i suoi segreti, che adesso non sono più tali. La svolta comunicativa del rosso di San Candido, insomma, continua. Il campione altoatesino, che già lo scorso anno aveva iniziato a “raccontarsi” sui social, ha ora aperto un filo diretto coi fan, che hanno la possibilità di chiedergli praticamente di tutto. E le risposte di Jannik fanno luce su scelte cruciali della sua parabola sportiva. Tipo quella del tennis al posto dello sci, sport in cui era una grande promessa.

Perché Sinner ha scelto il tennis al posto dello sci

Sinner ha mollato lo sci per il tennis a causa del…freddo. Già, quasi un paradosso per un ragazzo cresciuto tra le montagne come lui. “Lo sci era diventato molto difficile mentalmente per me”, ha spiegato Jannik rispondendo a una domanda specifica. “Svegliarsi molto presto, il freddo…era duro. Inoltre, nello sci vincevo molto, mentre nel tennis non vincevo nulla. Così ho provato qualcosa di nuovo ed è così che sono andato avanti con il tennis”. Perfida, invece, la domanda rivoltagli dal suo coach Darren Cahill, quasi una pugnalata: “Quante volte hai fallito l’esame per la patente della moto?“. “Tre”, la risposta – tra le risate – di Sinner.

La scaramanzia di Jannik e cos’è per lui il successo

Più volte Jannik aveva confermato di essere piuttosto scaramantico. E lo ha ribadito ancora una volta, svelando un rito particolare di ogni torneo che riguarda addirittura la toilette: “Di solito vado sempre allo stesso bagno. Però dipende: se l’anno prima non ho giocato bene in quel torneo, cambio”. Più serioso Sinner quando parla di cosa è per lui il successo: “Avere la possibilità di scegliere cosa fare e fare ciò che ami divertendoti. Poi, ovviamente, ottenere risultati. Tutti lavoriamo per avere buoni risultati, è giusto ambire a questo. E anche avere una vita sana e normale: la salute è qualcosa che diamo per scontato, ma non lo è. Vedere tante persone in difficoltà ti fa capire quanto sia importante. Essere qui, divertirsi: questo per me è il successo”.

In cucina con papà Hanspeter e il momento più felice

Quindi alcune curiosità. Ad esempio, cosa farebbe (e cosa potrebbe fare in futuro) se non fosse diventato un campione di tennis: “Probabilmente lavorerei in cucina con mio padre, che era cuoco. Non mi vedrei come sciatore professionista per vari motivi. Qualcosa di realistico sarebbe lavorare con lui e magari avere ambizioni più grandi in quel campo”. Infine, sul momento più felice della carriera. Anzi due: “Quando sono diventato numero 1 nel 2024, al Roland Garros. E poi quando ho vinto Wimbledon. Da piccolo non era nemmeno un sogno, sembrava irrealistico vincere un torneo così importante. Ma crescendo inizi a crederci. Vincere quel titolo con i miei genitori, mio fratello e i miei amici è stato il momento più felice della mia carriera”.

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