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Seixas lancia la sfida a Pogacar nelle Ardenne, ma in Francia si pensa a come blindarlo: anche Macron in campo

In Francia sanno di avere una pepita d'oro: Paul Seixas è un talento generazionale e molti team gli hanno messo gli occhi addosso. Così Macron è pronto a sovvenzionare la Decathlon per farlo restare

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Paul Seixas è già un affare di Stato. Perché s’è mosso persino Emmanuel Macron per far si che la Francia non veda disperso altrove il nuovo talento del ciclismo internazionale. Tanto che il presidente della Repubblica ha deciso di prendere la cosa di petto, individuando un modo per evitare che a fine stagione la Decathlon CMA CGM possa perdere il 19enne fresco vincitore dell’Itzulia, magari a favore di qualche squadra dal budget decisamente più consistente. Perché Seixas è già oggi un patrimonio di tutta la Francia sportiva, non solo quella legata al ciclismo, dove è dai tempi di Bernard Hinault che si attende un corridore in grado di poter primeggiare ai massimi livelli, soprattutto nelle grandi corse a tappe.

Un’ascesa impressionante: alla sua età Pogacar era… Under 23

Seixas in realtà deve ancora dimostrare di poter diventare un corridore in grado di vincere il Tour, ma alla sua età s’è già mostrato per quello che è, cioè un autentico fenomeno generazionale. Tanto per dire: a 19 anni Pogacar a malapena aveva corso qualche gara a livello World Tour, mentre Paul ha già conquistato tappe in corse a tappe comunque di una certa rilevanza come Volta ao Algarve e Itzulia (dove ha vinto tre frazioni, oltre alla classifica generale).

Hanno avuto entrambi percorsi simili, passando dal Tour de l’Avenir dove si sono mostrati al mondo, ma poi nella sostanza hanno avuto un’ascesa ben diversa: più graduale quella dello sloveno, che è esploso di fatto nel 2020 appena dopo la pandemia, più impetuosa quella del lionese, che già sul finire del 2025 aveva mandato i primi segnali di crescita (terzo agli Europei dietro a Pogacar ed Evenepoel) confermandoli poi nelle prime gare della nuova stagione. Quanto fatto sulle strade basche è servito da monito per tutti i rivali: Seixas sarà anche il futuro, ma di fatto è già il presente. E alla Freccia Vallone prima e alla Liegi poi potrebbe far saltare il banco.

Freccia e Liegi, tra Pogacar e il proposito del bis c’è di mezzo Paul

Pogacar, reduce da un avvio di stagione dove in 4 giorni di gare ha conquistato tre vittorie e un secondo posto, è il primo ad aver drizzato le antenne. Perché lui la Freccia un anno fa l’ha vinta e quest’anno vorrebbe tanto ripetersi, così come vorrebbe bissare il tutto 4 giorni più tardi quando sarà al via della Liegi, la Doyenne, la decana delle Classiche Monumento, dove insegue la quarta affermazione personale (la terza consecutiva).

Ma dove più di Evenepoel il grande rivale potrebbe essere proprio Seixas, che nelle Ardenne si misurerà per la prima volta con i big del pedale con la consapevolezza di non poter più far leva sull’effetto sorpresa, come accaduto in parte alla Strade Bianche dove ha chiuso secondo dietro allo sloveno, unico che ha tentato di tenergli le ruote sullo sterrato di Monte Sante Marie. Adesso però tutti in gruppo temono l’imprevedibilità del giovane francese, che all’Itzulia ha vinto tappe attaccando anche a 60 km dall’arrivo.

Macron sovvenziona la Decathlon per respingere l’offerta UAE

In questi giorni in molti si sono detti convinti che sarà proprio Seixas l’anti Pogacar sulle strade belghe nelle ultime classiche del Nord della stagione 2026. E c’è chi è pronto a scommettere che i due possano arrivare a giocarsi la vittoria allo sprint, che a quel punto per il campione del mondo sarebbe il terzo dopo quello vittorioso alla Sanremo su Pidcock e quello perso nettamente nel velodromo di Roubaix contro Van Aert.

E in molti si chiedono chi potrebbe trarre giovamento da un arrivo a due: probabilmente Seixas non ha ancora l’esperienza per giocarsi certi sprint, ma per quanto visto nei pochi mesi in cui ha corso con i grandi lo spunto per poter dire la sua in una volata ristretta non gli manca. Sarebbe una sfida totalizzante, pensando anche al pressing che la UAE ha fatto al 19enne francese in vista delle stagioni a venire.

Per questo Macron ha deciso di intervenire: grande appassionato di ciclismo, consapevole della pepita d’oro che i transalpini si ritrovano tra le mani, il presidente potrebbe concedere un incentivo sostanzioso alla Decathlon CMA CGM pur di garantire a Paul uno stipendio adeguato al proprio valore, e con compagni in grado di aiutarlo a competere al meglio anche nei grandi giri. Fece una cosa simile nel 2022 con il PSG, permettendogli di non far andare Mbappé altrove (lo avrebbe fatto solo a scadenza nel 2024). Con la Vuelta 2026 che potrebbe rappresentare il GT di battesimo, puntando poi al Tour 2027 per provare a riscrivere per davvero la storia.

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