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Seixas, Widar e Philipsen: il ciclismo ha già gli eredi di Pogacar. L’Italia prova a uscire dalla crisi con Pellizzari e Finn

La prestazione del francese Paul Seixas alla Liegi ha aperto le discussioni sul futuro del ciclismo: Pogacar si guarda le spalle, l’Italia cerca ancora la sua “grande speranza”

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Presente e futuro: la Redoute della Liegi-Bastogne-Liegi ha fatto da scenario alla sfida tra Tadej Pogacar e Paul Seixas dando la sensazione a tutti gli appassionati di ciclismo di assistere a un duello che rivedranno molte volte. Il francese è la nuova grande promessa delle due ruote, insieme a lui ci sono tanti giovani emergenti con l’Italia che però non trova il suo appiglio per sperare.

Seixas è già pronto: la Francia ha un fenomeno

Lo si sapeva anche prima della Liegi, la Francia ha tra le mani un vero e proprio fenomeno che risponde al nome di Paul Seixas. Già nel 2025 i lampi di classe erano evidente, nel 2026 il termine “emergente” o “speranza” può essere già accantonato. Il primo assaggio lo si è avuto con il secondo posto alle Strade Bianche, poi è arrivata la vittoria al Giro dei Paesi Baschi. Ma tutto lasciava intuire che si era di fronte all’antipasto. I piatti forti sono arrivati con il primo successo in una classica con la Freccia Vallone in bacheca a 19 anni 6 mesi e 28 giorni, diventando il più giovane di sempre a vincerle. E ancora il secondo posto alla Liegi tenendo testa a Pogacar fino a pochi chilometri dall’arrivo. In Francia già lo vogliono al Tour, la sua squadra prende tempo ma la sensazione è che sia pronto e comunque non avrebbe nulla da perdere o da dimostrare alla sua prima partecipazione.

Widar, Philipsen, Omrzel: ił futuro è già qui

L’inseguimento a Tadej Pogacar è cominciato, anche se il fenomeno sloveno non ha nessuna intenzione di lasciare la cima del mondo del ciclismo. Paul Seixas potrebbe diventare il suo rivale più credibile nel giro di poco tempo ma ci sono altri talenti che vogliono lanciarsi nella scelta. Il più accredito a fare il salto sembrava il belga Jarno Widar, scalatore purissimo passato tra i Pro con la Lotto ma subito fermato da un infortunio. Il debutto stagionale dovrebbe avvenire al Giro di Svizzera con la prima grande corsa a tappe che potrebbe essere la Vuelta.

Il più completo di tutti sembra essere il danese Albert Withen Philipsen primo nella storia a detenere contemporaneamente i titoli mondiali juniores su strada, Mountain bike e ciclocross. Nel 2025 il salto tra i pro con la Lidl-Trek. Nel 2025 si è piazzato secondo alle spalle di Pogacar alla Tre Valli Varesine e ha collezionato anche un ottavo posto alla Amstel Gold Race, solo qualche giorno fa. E non poteva mancare anche un talento dalla Slovenia di Pogi, con Jakob Omrzel che viene considerato uno dei talenti più promettenti. Ha vinto il Giro d’Italia Next Gen nel 2025 ed ha conteso il Tour of the Alps a Pellizzari, piazzandosi al sesto posto.

Pellizzari ci prova, che attesa per Finn

In questo momento l’Italia sembra essere un passo indietro. Le speranze sono tutte concentrate su Giulio Pellizzari che dopo aver ben figurato nel Giro d’Italia 2025, si candida a essere uno dei protagonisti della corsa rosa che comincerà tra poco più di una settimana. Proprio nei giorni scorsi è arrivato il primo successo importante con la vittoria al Tour of the Alps dove ha conquistato anche due tappe. La sensazioni è che manchi ancora qualcosa per competere con i migliori nelle grandi corse a tappe ma il talento c’è.

Ai Mondiali juniores 2024 è esploso tutto il talento di Lorenzo Finn, l’azzurro dominò la prova su strada sotto la pioggia infliggendo distacchi pesantissimi a tutti, anche a un Seixas che tra i favoriti chiude solo in nona posizione. L’Italia si prepara ad abbracciare il suo grande campione ma da quel momento l’azzurro ha fatto un piccolo passo indietro. Attualmente corre per il team di sviluppo della Red Bull Bora partecipando principalmente a corse dedicate ai giovani. Nell’ultimo Tour of the Alps ha anche rimediato una brutta caduta che lo ha costretto al ritiro. Ogni atleta segue un percorso di crescita diverso ma è inutile nascondere che ci si aspettava un Finn già protagonista in questa stagione, invece per il momento c’è ancora da aspettare.

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