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Sergio Ramos, il difensore perfetto: la Liga è tutta sua

Dieci goal di testa, su rigore, di punizione: se Benzema è finalmente protagonista assoluto, Sergio Ramos è il difensore da mille e una notte.

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Sergio Ramos, il difensore perfetto: la Liga è tutta sua Fonte: Getty Images

Se un giocatore si ama o si odia, di certo è un vincente. E’ una regola non scritta del calcio. Atteggiamento troppo sfrontato per alcuni, essenziale nel calcio e nella vita per altri. Le parti sono opposte, ma l’oggettività del riconoscere come si parli di un grande non si può negare. Divide le platee da anni Sergio Ramos , non può non farlo nell’anno più redditizio di tutti.

Quando si parla di Sergio Ramos bisogna mettere in conto che si discute di uno dei giocatori più vincenti nella storia del calcio. Non del Real Madrid o del nuovo millennio, ma di ogni epoca. Perchè il capitano del Real Madrid ha conquistato più volte la Champions, più volte la Liga, ultima delle quali quella 2019/2020, il Mondiale e l’Europeo. Non è solo simbolo di tenacia e grinta, di rabbia agonistica. E’ un goleador. Molto più di certi attaccanti.

La Liga appena vinta dal Real Madrid porta la firma in calce di un Benzema che durante questi mesi ha alzato il tiro dall’etichetta di campione a quella di fuoriclasse, nella quale non è mai finito per un lungo periodo nonostante tutto a causa dell’ombra di Sergio Ramos, del Mondiale saltato, di pochi goal (tra virgolette) rispetto a Messi e CR7. Ma questa è un’altra storia.

Porta leggermente sotto per alcuni e leggrmente sopra per altri la firma di Sergio Ramos, visto il numero abnorme di reti segnate, considerato il ruolo di centrale. Ma lui, esperto sotto ogni punto di vista, è freddo nell’intervento in difesa, è freddo su calcio di punizione e dagli undici metri, tanto da raggiungere la doppia cifra per la prima volta nella carriera di Liga, fino ad arrivare a 13 messi dentro nelle varie competizioni.

Chi è Sergio Ramos? E’ il simbolo del Real Madrid, come Piquè lo è del Barcellona. Il sistema centrale contro il mondo, e non è un caso se proprio loro due hanno dato vita ad una continua lite, con sparuti abbracci a distanza e in Nazionale, per dimostrare cosa significa rappresentare quei due mondi così diversi.

Cosa è Sergio Ramos? E’ il centrale definitivo, elegante, cattivo, rabbioso, pronto a spuntare sotto porta con un missile e colpire di testa a mo’ di macigno. E’ qualcuno che si è allenato con i migliori nel tirare punizioni, tanto da poter sedere alla loro tavola imbandita.

Non è pazzia definire Sergio Ramos tra i più vincenti di sempre nonostante le sole cinque Liga vinte. Perchè prima del Real Madrid sgomitava al Siviglia e i Blancos si sono sempre maggiormente concentrati sul divenire l’unica squadra di Champions con più di dieci trofei, tanto da conquistarne quattro in cinque annate. 26 trofei, in ogni dove, ad ogni livello, non sono poi da buttare.

E Ramos? Sergio ha 34 anni ed una vita calcistica ancora legata al Real Madrid, almeno per un po’. Perchè una testa calda, ma ragionata, prima o poi potrebbe decidere di optare per la Premier, la Serie A, forse la MLS. Nessun tradimento ai Blancos, solo la ferma voglia di dimostrare di essere il top, ovunque, e non in un solo luogo, lasciando spazio ai ragionamenti da bar.

Nell’annata 2019/2020 c’era al momento giusto per andare in scivolata, per battere il rigore, per grattarsi barba e spostarsi i capelli prima di urlare al mondo tutta la sua gioia, animalesca. C’era quando il Real Madrid ha trovato il momento giusto per superare il Barcellona e l’idea di un gruppo di giocatori che insieme ha vinto tanto ed è dunque sazio.

E invece no, Liga in cascina, Champions League obiettivo. Con un nuovo numero dieci per Zidane: segna su punizione, calcia i rigori perfetti, colpisce dodici volte. E mette nel mirino il prossimo obiettivo. Qualunque esso sia, se lo vuole prendere.

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