E’ bastato il brivido a fine primo tempo, quando il Milan si è visto momentaneamente fuori dalla corsa Champions, a far cambiare tutto ad inizio ripresa: i rossoneri ritrovano l’orgoglio, guadagnano spazi e metri di campo fino al raggiungimento di una soffertissima vittoria finale per 2-1 contro il Genoa. E’ il 48′ di gioco quando Nkunku conquista un calcio di rigore, grazie ad un retropassaggio maldestro di Amorim: dal dischetto ci va il francese, con Allegri che per la prima volta in stagione guarda la realizzazione, ed è 1-0 dopo un primo tempo di dominio rossoblù.
Il Marassi si trasforma in un inferno poco dopo con lanci di fumogeni e di una monetina che l’arbitro Sozza raccoglie prima di sospendere la gara per 4 minuti. Ma i rossoneri tornano ad essere sereni, crescono nella manovra, non si sbilanciano troppo fino ad ottenere il raddoppio con Athekame che con un sinistro favoloso insacca da fuori area per il 2-0. Per la squadra di De Rossi non bastano le incursioni di Ekhator prima e la rete di Vasquez poi, nel finale con recupero extra large a riacciuffare la gara. Termina al 100′ una sfida che vede i rossoneri con un piede quasi in Champions (basterà battere il Cagliari in casa all’ultima giornata): terzo posto per Allegri che scoppia di gioia nel finale e sale a quota 70, a +2 da Juventus e Como in Serie A.
- Genoa-Milan, la chiave tattica
- Lo striscione d'addio per Malinovskyi
- I top e flop del Genoa
- Le pagelle del Milan
Genoa-Milan, la chiave tattica
Genoa in campo con il 3-4-2-1. De Rossi schiera Ruslan Malinovskyi titolare in mediana insieme ad Amorim e Frendrup. Difesa a 3 dove manca Ostigard per infortunio: tocca allora a Vasquez, Otoa, Marcandalli con Ellertsson spostato nella linea di centrocampo sulla destra.
Allegri, invece, deve fare i conti con una tripla assenza per squalifica in casa rossonera: Leao, Saelemaekers ed Estupinian. Recuperi lampo invece per Modric e Pulisic, entrambi iniziano dalla panchina. Davanti tocca allora a Nkunku e Gimenez. Milan in campo con il 3-5-2.
Durante il primo tempo De Rossi chiede ai suoi di attuare un pressing altissimo per costringere Maignan a lanciare lungo e a non poter giocare dal basso. Infatti, i rossoblù alzano il proprio baricentro conquistando metri importanti in avanti, mentre i rossoneri restano compatti dietro tentando solo qualche timido contropiede con Gimenez o Nkunku.
Nel secondo tempo il Genoa cambia sistema di gioco e passa al 4-3-2-1 arretrando Ellertsson in posizione di terzino destro e Vasquez a sinistra. Con questa mossa De Rossi perde importante terreno di gioco e favorisce il Milan che cresce gradualmente durante la seconda metà di gioco.
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Lo striscione d’addio per Malinovskyi
Ultima gara interna della stagione per il Genoa che al “Ferraris saluta per l’ultima volta Ruslan Malinovskyi, vicino al trasferimento al Trabzonspor dopo tre stagioni in rossoblù (42 presenze, 6 gol e 5 assist). Durante il riscaldamento, dalla Gradinata Nord è comparso uno striscione dedicato al centrocampista: “Meglio esserci lasciati, che non esserci mai incontrati. Grazie Ruslan”.
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I top e flop del Genoa
- Vasquez 7. Accorcia le distanze all’86’.
- Marcandalli 6.5. Abile nelle letture difensive e negli anticipi sugli avversari.
- Malinovskyi 6. Gioca in posizione di esterno sinistro nella linea a quattro di centrocampo. Qualche errore di troppo in fase di impostazione anche se assicura una prestazione ad alta intensità.
- Baldanzi 6. Gioca un primo tempo ad alta intensità soprattutto quando si dedica al pressing alto o a recuperare palloni.
- Amorim 5.5. Al 48′ commette una leggerezza in un retropassaggio – troppo debole – intercettato da Nkunku che conquista un rigore.
- Bijlow 5. Stende in area Nkunku e concede un calcio di rigore ai rossoneri ad inizio ripresa.
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Le pagelle del Milan
- Maignan 5.5. Soffre più la pressione dei tifosi avversari dietro la porta che la manovra avversaria che non gli crea particolari problemi. Subisce gol nel finale da Vasquez.
- Tomori 6. Pochi pericoli da dover gestire, tiene botta a Vitinha. Cala di intensità a causa di uno scontro fisico con Vasquez. De Winter 6 (dal 75′).
- Gabbia 5.5. Commette un fallaccio su Colombo nella metà campo avversaria: ammonito.
- Pavlovic 6. Insuperabile nei duelli aerei, meno negli uno contro uno.
- Athekame 7. Male nei contrasti, non preciso nei cross. Soffre i duelli con Malinovskyi e Vasquez. Raddoppia all’81’ con un sinistro sensazionale da fuori area.
- Fofana 6. Alza la pressione offensiva nella seconda metà di gioco, si esalta nelle ripartenze palla al piede. Ricci 6 (dal 68′).
- Jashari 6. E’ tra i giocatori più vivaci nella prima metà di gioco, assume le chiavi del gioco schierandosi in posizione di vertice basso di centrocampo.
- Rabiot 6. Duro nei duelli, dà poco sul piano della qualità delle giocate, si dedica più al contenimento e ad assecondare la manovra offensiva.
- Bartesaghi 6. Si accende nei contropiede o negli sviluppi dell’azione palla a terra: tenta il cross verso il centro dell’area fornendo spunti interessanti.
- Gimenez 5. Si fa fermare da Marcandalli nei duelli in area, poco abile nei dribbling. Fullkrug 6 (dal 68′).
- Nkunku 7. Conquista un calcio di rigore e lo realizza al 50′ sbloccando il risultato al 50′. Pulisic 6 (dal 75′).
