Dopo Spalletti e Chivu il vuoto. Se il tecnico di Certaldo ha appena rinnovato il contratto con la Juventus ed è sicuro di restare, così come il tecnico rumeno ha la conferma assicurata all’Inter alle loro spalle c’è l’incertezza più assoluta. Rischiano di saltare le panchine di Napoli, Milan, Roma e Lazio solo per citare le più importanti e le sirene della Nazionale c’entrano solo fino a un certo punto. Lo scenario.
- Qui Napoli, Conte sorpreso da De Laurentiis
- Qui Milan, tra Allegri e la proprietà il grande freddo
- Qui Roma, giornate decisive per Gasperini
- Sarri, un anno di sofferenze
Qui Napoli, Conte sorpreso da De Laurentiis
A Napoli Conte è atteso ad un colloquio chiarificatore con De Laurentiis ma le voci di dentro parlano di un nervosismo crescente del tecnico azzurro. Conte, che ha assicurato che le sue parole sulla Nazionale (“fossi nella Figc farei un pensiero a me”) erano state fraintese e che non ha lanciato alcuna autocandidatura, è rimasto spiazzato due volte dal presidente. Prima quando De Laurentiis ha lasciato la porta aperta (“se me lo chiedesse lo libererei”) e poi quando lo ha messo alle strette (“deve decidersi subito, non può lasciarmi a giugno, ammazzerebbe la sua creatura“). Un’uscita fuori luogo per Conte che si sente ora dato in pasto ai tifosi.
Conte sogna una cosa: un prolungamento del contratto che scade nel 2027 e la garanzia di un mercato importante per poter competere in Champions ma non è certo nè della prima nè della seconda cosa. Sa di avere mercato in Premier ma per volontà della famiglia vorrebbe rimanere in Italia. Cosa che sembrava difficile fino a poco tempo fa, con tutte le panchine occupate, ma che potrebbe invece diventare possibile alla luce della rivoluzione che si prospetta. Senza contare che l’ipotesi Nazionale potrebbe ancora stimolarlo.
Qui Milan, tra Allegri e la proprietà il grande freddo
Diverso il discorso di Allegri al Milan. I rappporti col club sono ai minimi storici. Il tecnico si è sentito poco supportato dalla dirigenza societaria nel corso della stagione e anche in caso di qualificazione alla Champions potrebbe scegliere di lasciare. Anche con Tare sembra non esserci più il feeling iniziale e le sue stesse parole sul futuro inducono a pensare che l’avventura possa anche chiudersi dopo un solo anno. Anche per Allegri l’ipotesi Nazionale resta apertissima mentre Furlani starebbe già contattando altri tecnici. Per la Gazzetta c’è Italiano, per Cassano c’è Gasperini che è sempre più lontano da Roma.
Qui Roma, giornate decisive per Gasperini
A Roma non è infatti un mistero che tra Ranieri e Gasperini uno è di troppo, si aspetta che i Friedkin decidano chi buttare giù dalla torre. Il carattere di Gasp, è noto, non è per niente morbido. Lui vorrebbe rimanere per continuare il progetto ma solo dietro solide garanzie. Il mancato accesso alla Champions e le tensioni di Trigoria potrebbero però portare al divorzio. Non dimentichiamo che quando era ancora disoccupato, dopo l’ultima esperienza in Inghilterra, Conte aveva detto di sognare di allenare in due piazze calde come Napoli e Roma. A Napoli c’è stato (ed ha vinto). Resterebbe Roma ma per ora sono solo suggestioni.
Sarri, un anno di sofferenze
Sull’altra sponda del Tevere non è migliore la situazione in casa Lazio dove l’apparente tregua tra Lotito e Sarri sembra solo la quiete prima della tempesta. Presidente e tecnico arriveranno al confronto diretto a fine stagione o dopo la Coppa Italia in caso di esito avverso. Il 22 aprile è la prima data-bivio per tutti. Ma sia Lotito che Sarri hanno iniziato a pensare al futuro. Pretendenti e ammiratori iniziano a fare l’occhiolino al tecnico toscano. Al Franchi è stato accolto calorosamente dalla tribuna, un trattamento concesso a pochi, è da un anno che i tifosi viola votano per lui. Paratici ha sancito la pace: «Lo vedrò volentieri». Mau ha ricambiato saluto e complimenti: «Negli ultimi tempi i rapporti con Paratici erano più tesi, mi fanno piacere le sue parole». Sarri ha un debole per la Fiorentina, ma c’è anche sullo sfondo l’ipotesi di un ritorno a Napoli, qualora Conte andasse via.
