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Serie A, rivoluzione in panchina: Chivu e Gasperini gli unici sicuri. Il futuro di Spalletti e i dubbi di Napoli e Milan

Al termine della stagione potrebbe esserci un effetto domino di panchine in Serie A: Allegri in dubbio, Conte verso l'addio, il Napoli sogno Sarri ma tratta con l'Atalanta

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L’estate della Serie A rischia di trasformarsi in un gigantesco domino di panchine. Telefonate, incontri riservati e scenari che cambiano di giorno in giorno: il valzer degli allenatori è già iniziato, anche se il campionato non ha ancora chiuso definitivamente i battenti. In un clima di grande incertezza, soltanto due tecnici sembrano davvero al riparo da qualsiasi scossone: Chivu e Gasperini. Per tutti gli altri, dal Milan al Napoli passando per la Juventus, il futuro è ancora tutto da scrivere. Le grandi del calcio italiano si preparano a settimane incandescenti. La sensazione è che possa bastare una firma, o una telefonata dalla Nazionale, per riscrivere completamente gli equilibri della prossima stagione. E mentre i dirigenti lavorano sottotraccia, le dichiarazioni degli allenatori iniziano già a suonare come messaggi d’addio.

Allegri e Conte, il richiamo della Nazionale cambia tutto

Allegri aspetta prima la qualificazione in Champions League. Solo dopo il tecnico rossonero incontrerà la dirigenza per capire programmi, investimenti e prospettive future. Vuole garanzie tecniche, una squadra competitiva e la sensazione di poter aprire un nuovo ciclo vincente. Ma sullo sfondo resta l’ombra azzurra. La possibilità di guidare la Nazionale continua infatti a esercitare un fascino enorme. Un richiamo difficile da ignorare e che potrebbe cambiare completamente le priorità di chiunque. Situazione molto simile per Conte. Le sue ultime parole hanno avuto il sapore di un congedo più che di una semplice riflessione: “Resterà per sempre un grande ricordo”. Un messaggio che ha alimentato la convinzione di una separazione ormai imminente con il Napoli e l’impossibilità di aprire un ciclo.

Il rapporto con Aurelio De Laurentiis resta ottimo e proprio questo dovrebbe favorire una risoluzione consensuale senza tensioni. Il presidente azzurro, del resto, ha sempre promesso che non avrebbe ostacolato Conte in caso di chiamata della Nazionale. Lo farà anche per un club? Non resta che attendere.

Napoli, l’idea romantica Sarri e l’effetto domino con l’Atalanta

Se Conte dovesse davvero salutare, il Napoli avrebbe già individuato una pista dal forte impatto emotivo: il ritorno di Sarri. Una scelta romantica, capace di riaccendere immediatamente l’entusiasmo della piazza e riportare in azzurro uno degli allenatori più amati degli ultimi anni. Ma la trattativa è tutt’altro che semplice. Sarri è infatti in contatto anche con l’Atalanta, pronta a cambiare guida tecnica dopo la probabile separazione con Palladino al termine della stagione e quindi anche lui sul mercato. E proprio a Bergamo si intreccia uno degli snodi più importanti del mercato degli allenatori.

L’arrivo di Cristiano Giuntoli in nerazzurro potrebbe infatti facilitare l’assalto all’attuale tecnico della Lazio. I rapporti tra i due sono eccellenti e la stima reciproca rappresenta un fattore decisivo nella corsa dell’Atalanta. Di conseguenza anche i biancocelesti si ritroverebbero costretti a ripartire da un nuovo allenatore, alimentando ulteriormente una girandola che rischia di coinvolgere quasi tutte le big del campionato.

Juve-Spalletti, fiducia ma il finale pesa

La situazione più delicata resta probabilmente quella della Juventus. La società aveva deciso di blindare Spalletti già lo scorso aprile, rinnovandogli il contratto prima ancora della certezza matematica della qualificazione Champions. Una scelta forte, condivisa da Chiellini e dall’intera dirigenza, che aveva voluto trasmettere fiducia assoluta al progetto tecnico. Ma il crollo finale ha cambiato inevitabilmente il clima intorno alla squadra. I bianconeri sono ormai vicinissimi all’Europa League e soltanto un intreccio quasi miracoloso permetterebbe l’accesso ai primi quattro posti.

Spalletti vive questo momento con enorme amarezza. Il tecnico, come riportato da Tuttosport, avrebbe già avviato confronti diretti con John Elkann, consapevole che il mancato raggiungimento dell’obiettivo possa portare a riflessioni profonde all’interno del club. Il messaggio recapitato alla dirigenza è stato chiarissimo: “Se avete anche un solo dubbio su di me, non preoccupatevi dei prossimi due anni di contratto: non saranno mai un problema”. Una presa di posizione forte. Alla Vecchia Signora con il tecnico di Certaldo si è rivista anima e gioco e grande armonia, sentimenti che però sono calati nell’ultimo mese, che però non può rovinare le tante cose buone fatte in precedenza. In dirigenza serve una posizione chiara: la squadra va rafforzata e i giocatori non sono all’altezza e il problema non è Spalletti. Anzi dovrebbe essere la base su cui ripartire con fiducia, cercando di non rifare gli stessi errori di valutazione sul mercato che accompagnano il club ormai da sei anni.

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