SPORT
  1. Home
  2. CALCIO
  3. SERIE A

Serie A, rivoluzione seconde squadre: cosa succede ora

Le squadre B verranno inserite gradualmente nei gironi del campionato di serie C a partire dalla prossima stagione.

Scatta la rivoluzione che avvicina la serie A alla Liga: è al via, a meno di dietrofront dell’ultim’ora (la serie B è sul piede di guerra), la riforma delle seconde squadre dei club di A, che verranno inserite, gradualmente, nei gironi del campionato di serie C a partire dalla stagione 2018/2019.

La delibera, firmata dal commissario della Figc, predeve che dal prossimo campionato le società della Lega di A possano iscrivere entro il 27 luglio squadre “con 23 calciatori, di cui 19 nati dopo il primo gennaio 1996”, a patto che non siano inseriti nella rosa di 25 dei calciatori della prima squadra e non abbiano disputato più di 50 gare nel massimo campionato. Sono possibili quattro giocatori “fuoriquota”.

Di questi giovani calciatori, almeno 16 devono essere tesserati con la Figc da almeno sette stagioni sportive (a tutela così dei giovani italiani).

La norma rende possibili i passaggi dalla prima squadra di serie A alla seconda in C, a meno che il giocatore non raggiunga nella prossima stagione 5 presenze in prima squadra.

Alle seconde squadre, inoltre, sarà consentita la promozione in Serie B, ma non oltre, e in caso di compresenza con la prima squadra (retrocessione di una e promozione dell’altra) sarà la seconda squadra a dover disputare il campionato inferiore.

La riforma, spiega la Figc, avverrà gradualmente dal prossimo campionato “con i ripescaggi”, per poi andare a regime dal campionato 2019-2020. Ovvero, per il prossimo campionato di Serie C saranno riempiti quanti tra i 60 posti a disposizione saranno lasciati liberi da mancate iscrizioni pescando nell’ordine una seconda squadra di A, una retrocessa dalla C e una che abbia disputato la serie D, per poi ricominciare da capo con la sequenza fino ad esaurimento dei posti vacanti. Poi, si valuterà l’assetto definitivo dei campionati per la stagione successiva.

L’introduzione delle seconde squadre ha lo scopo di “consentire a tanti giovani calciatori di maturare e far crescere la qualità dei nostri campionati e delle Nazionali azzurre, a partire dall’Under 21”, ha spiegato il vice commissario Costacurta.

Le seconde squadre permetteranno ai club di A di crescere i giovani calciatori direttamente, facendogli fare le ossa in C e continuando contemporaneamente a seguirli con il proprio staff, e non come succede ora con i prestiti nei club minori.

“Dopo un’attenta analisi del contesto europeo di riferimento, si evince che nei principali campionati europei la maturazione di un calciatore avviene più velocemente grazie al suo utilizzo nelle Seconde squadre”, spiega la nota della Figc.

La riforma è stata avversata dal presidente della Lega Serie B Mauro Balata, che ha parlato di “totale assenza di confronto e condivisione” e “gravissimi danni economici per i club e di interesse per i tifosi”.

 

SPORTAL.IT | 15-05-2018 11:40

Serie A, rivoluzione seconde squadre: cosa succede ora Fonte: Getty Images

TAG:

SPORT TREND