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Serie A, tamponi per tutti: ma sul web monta la polemica

Una delle proposte al vaglio per la ripresa della serie A è quella del tampone a tappeto per i giocatori: i tifosi non ci stanno

05-04-2020 11:21

Serie A, tamponi per tutti: ma sul web monta la polemica Fonte: Ansa

Continuano a far discutere le proposte e le possibili soluzioni che il mondo del calcio sta vagliando per far riprendere i campionati. La Uefa sta cercando a tutti i costi di convincere le Federazioni a portare a compimento le competizioni nazionali arrivando a minacciare sanzioni e provvedimenti. Ora arriva anche la possibilità di un protocollo della serie A con tamponi a tappeto per tutti i giocatori.

Il protocollo

A svelare questa possibilità è il Corriere dello Sport che rivela in un articolo la soluzione che si potrebbe adottare per scongiurare che una volta ripreso si debba incorrere in nuovi stop per motivi sanitari: “La popolazione degli atleti viene divisa in due chi ha contratto il Covid 19 e chi no. Per tutti ci sarà sempre il tampone, per i negativi ci sarà il test sierologico (prelievo del sangue) per stabilire la presenza di immunobloguline del tipo M. Sono quelle che mostrano traccia della risposta immunitaria dell’organismo. L’immunoglobulina M evidenzia la memoria e breve termine dell’attività degli anticorpi contro gli antigeni. E quindi può dirci se l’attacco del virus sia stato recente o addirittura in corso”.

Le reazioni

Ma la proposta non piace ai tifosi che vedono in questa voglia “smodata” di tornare in campo qualcosa di assolutamente inopportuno: “Ma cosa serve la riapertura dei campionati? – si domanda Federico – Si pensasse a uscire da questo incubo che non finirà neppure per fine luglio”. Un sentimento condiviso, il calcio in questo momento non è prioritario: “Che vergogna – scrive Ornella – Nonostante l’amore incombente, il business prima di tutto”.

I tamponi

Del resto proprio il tema “tamponi ai calciatori” è stato al centro dell’attenzione sin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria: “Al posto di buttare questi tamponi per quattro ragazzini capricciosi, fatelo a chi lavora per farci stare a casa”, scrive Antonio a cui fa eco anche Renata: “Qua non fanno i tamponi alle persone che stanno a morire in casa, e ai calciatori ne fanno uno ogni quattro giorni”.

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