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Serie B, dove eravamo rimasti: guida allo sprint promozione e salvezza

Dalla fuga del Venezia al duello Monza-Frosinone, fino alla tonnara playout: ecco cosa aspettarsi dalle ultime sei curve del campionato cadetto 2025-2026

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Giovanni Cardarello

Giovanni Cardarello

Giornalista

Giornalista pubblicista, romano ma umbro d'adozione. Scrive di calcio e di basket dai primi Anni Ottanta, raccontando lo sport in ogni suo aspetto: storico, tecnico, tattico ed economico.

Serie B, dove eravamo rimasti: guida allo sprint promozione e salvezza ANSA

Il campionato di Serie B è da sempre, e per sempre, una maratona che si decide negli ultimi cento metri, dove il fiato corto e la pressione psicologica pesano più della tecnica e della tattica. Alla 32° giornata, la classifica del torneo 2025-2026 delinea uno scenario di rara incertezza.

Con soli 540 minuti ancora da giocare (più i recuperi di Catanzaro e Modena), la “fabbrica dei sogni” del calcio italiano si prepara a emettere i suoi verdetti più pesanti. È il momento in cui i sogni di gloria si scontrano con la realtà del campo, e ogni pallone recuperato può valere una stagione intera.

Volata Serie A: il Venezia scappa, dietro è bagarre

Il Venezia di Stroppa sente profumo di promozione. Con 68 punti e un attacco atomico da 64 gol, i lagunari guidano la classifica con tre lunghezze di vantaggio. La fluidità della manovra arancioneroverde è stata finora impeccabile, ma l’ultimo miglio è il più duro: sei finali per evitare l’incognita playoff.

Alle loro spalle, il Monza di Bianco e il Frosinone di Alvini (65 punti) si sfidano in un duello di stili: il muro difensivo brianzolo contro la forza d’urto casalinga dei ciociari. Attenzione però al Palermo: a quota 61, i rosanero restano in agguato, pronti a sfruttare il fattore “Renzo Barbera” e i tipici colpi di scena del finale di stagione per ricucire il distacco dal secondo posto.

La bagarre per i Playoff: Catanzaro e Modena giocano col jolly

Scendendo appena sotto le prime della classe, la lotta per posizionarsi nella griglia playoff si fa estremamente interessante, soprattutto per Catanzaro e Modena. Queste due compagini si trovano in una situazione privilegiata non solo per i punti accumulati finora, rispettivamente 52 e 50, ma perché hanno ancora una partita da recuperare rispetto a tutte le dirette concorrenti.

Quel match in meno rappresenta un vero e proprio jolly, una boccata d’ossigeno che potrebbe blindare la loro post-season e permettere una gestione più oculata delle energie in vista degli spareggi.

Poco più giù, la Juve Stabia continua a vivere la sua favola. Con 45 punti e una solidità invidiabile, le “Vespe” sembrano aver ormai ipotecato un posto al sole, trasformando quello che doveva essere un anno di transizione in un capolavoro sportivo.

Al contrario, il Cesena occupa l’ultimo slot disponibile con 43 punti, ma la sua posizione, soprattutto dopo il cambio dell’allenatore è tutt’altro che sicura. I romagnoli, infatti, sentono il fiato sul collo di Carrarese e Avellino (entrambe a 39) e Sudtirol a 38, formazioni che coltivano ancora speranze di aggancio e sono pronte ad approfittare di ogni minimo passaggio a vuoto per strappare un pass che profuma di gloria.

Lotta salvezza: una tonnara che non risparmia le grandi

Se in vetta si sogna, sul fondo della classifica è guerra aperta. La graduatoria è corta, anzi cortissima, con sei squadre raggruppate in pochi punti, dall’Empoli dodicesimo con 36 punti al Pescara fanalino di coda, a 29. In questo caos emergono i crolli verticali di piazze storiche, ora costrette a lottare per la vita.

La Sampdoria ferma a 34 punti con Padova, Mantova ed Entella, vive ogni gara come un calvario psicologico. Sta peggio il Bari, 31 punti, tradito da un attacco anemico e sempre più vicino al baratro. Eppure, nulla è scritto.

Se da un lato Reggiana e Spezia restano in bilico, il Pescara, nonostante l’ultimo posto, punta tutto sul fattore Insigne capace di dare la scossa per tentare una rimonta che solo qualche settimana fa avrebbe avuto del miracoloso.

Incroci fatali: le sfide da non perdere

Il calendario che ci accompagna verso la 38ª giornata è un campo minato. Per la promozione, i riflettori sono puntati sulla 33ª giornata con Catanzaro-Monza, un test di maturità per i brianzoli, e sulla 34ª con Frosinone-Palermo, probabilmente il match più pesante del finale di stagione. E se il Venezia dovesse inciampare, lo scontro della 38ª tra la squadra di Stroppa e il Palermo di Inzaghi potrebbe riscrivere la gerarchia del campionato.

In coda, la situazione è se possibile ancora più tesa. La 33ª giornata propone Reggiana-Pescara e Sampdoria-Empoli, due match che non ammettono errori. Il cammino dei blucerchiati sarà una vera salita, con la trasferta di Pescara alla 34ª che profuma di ultima spiaggia.

Attenzione anche alla 35ª giornata con Padova-Reggiana, e allo scontro tra pericolanti della 36° tra lo stesso Padova e l’Entella che potrebbe condannare chi esce sconfitto. Da cuori forti le sfida del Primo Maggio tra Bari e sempre l’Entella (un vero tour de force per gli uomini di Chiappella) e quella tra Padova e Pescara.

Mentre la chiusura del campionato alla 38ª riserva un Pescara-Spezia e un Reggiana-Sampdoria che già da oggi si segnalano come l’episodio finale di una serie tv top. Partire che decideranno la permanenza in categoria al termine di novanta minuti di fuoco.

Rush finale: nervi saldi e cuori caldi.

A sole sei giornate dal sipario, gli schemi saltano: ora contano solo la testa e il carattere. Si entra in una guerra di nervi dove il calore degli stadi può spostare gli equilibri, sostenendo giocatori ormai esausti.

In un finale così compresso, avere alternative di qualità in panchina sarà l’unico antidoto al tracollo. La Serie B si conferma la solita, magnifica giungla: un torneo dove nessuno è al sicuro e ogni pronostico è fatto per essere ribaltato all’ultimo respiro.

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