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Serie B e SFS a Coverciano, Bedin: "Investire sui giovani conviene a club e Nazionale"

Barzagli: "Il talento italiano c’è ma serve il coraggio di lanciare i ragazzi in prima squadra"

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Giovanni Cardarello

Giovanni Cardarello

Giornalista

Giornalista pubblicista, romano ma umbro d'adozione. Scrive di calcio e di basket dai primi Anni Ottanta, raccontando lo sport in ogni suo aspetto: storico, tecnico, tattico ed economico.

Serie B e SFS a Coverciano, Bedin: "Investire sui giovani conviene a club e Nazionale" Lega B

“Il talento italiano c’è, bisogna accompagnarlo”. Non si tratta solo di un auspicio romantico, ma di un diktat economico e strategico emerso chiaramente a Coverciano.

Nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna del Centro Tecnico Federale, la Lega Serie B – in stretta collaborazione con il Social Football Summit (SFS) – ha riunito il gotha del calcio nostrano, tra dirigenti, esperti di scouting e responsabili dei settori giovanili, per fare il punto sul futuro del nostro movimento.

Il focus del convegno, dal titolo “L’importanza del capitale umano nel calcio: il ruolo del vivaio come leva di sviluppo e sostenibilità”, ha tracciato una linea chiarissima: la formazione dei ragazzi non è più solo una missione tecnica o etica, ma rappresenta un pilastro patrimoniale fondamentale per la sopravvivenza finanziaria del sistema calcio in Italia.

La ricetta di Bedin: “Non c’è altra strada”

A dare la scossa ci ha pensato Paolo Bedin, Presidente della Lega Serie B, che ha analizzato la questione dal punto di vista economico e dei bilanci aziendali, senza troppi giri di parole:

“Investire sui giovani conviene da un punto di vista economico: il giovane costa meno, permette plusvalenze e genera un incremento patrimoniale del valore del club. Non c’è altra strada che investire sulle nuove generazioni”.

Un asset strategico che la Serie B, da sempre autoproclamatasi il “Campionato degli Italiani”, porta avanti con i fatti. Bedin ha infatti citato modelli virtuosi e recenti come quelli del Frosinone e del Catanzaro, capaci di coniugare competitività sul campo e valorizzazione costante di elementi di prospettiva.

Ma non è solo una questione di club: c’è anche il bene supremo delle Nazionali.

“Investire sui giovani significa aumentare quella bassa percentuale di giocatori convocabili” ha aggiunto il presidente, ricordando come la Serie B sia già ai vertici europei per il minutaggio concesso agli Under e come le nuove normative andranno a blindare ulteriormente questo primato.

Il controcanto di Barzagli: “Manca il coraggio di farli sbagliare”

Se la governance spinge sul piano economico, il campo chiede una scossa di mentalità. Al tavolo dei relatori targato SFS, a dare manforte alla tesi dell’accompagnamento del talento è stato un campione del mondo, Andrea Barzagli, oggi vice allenatore dell’Italia Under 21.

L’ex difensore della Juventus e della Nazionale ha centrato il punto critico che troppo spesso blocca la crescita dei nostri ragazzi: “Manca il coraggio di farli sbagliare in prima squadra”.

Per Barzagli, la transizione dal settore giovanile al calcio dei grandi richiede pazienza e tutele che in Italia, storicamente pressata dal risultato immediato, faticano a trovarsi, mentre la Serie B si conferma l’anello di congiunzione perfetto per questa maturazione.

Con le nuove regole all’orizzonte e la sinergia consolidata tra Lega B e il Social Football Summit, Coverciano lancia un messaggio inequivocabile a tutto il calcio italiano: il futuro si costruisce in casa, ed è ora di raccogliere i frutti.

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