Dallo scudetto dell’Inter del 1990 da calciatore al ruolo da allenatore, in alcune delle piazze di categoria, sino alle ultime esperienze negli Stati Uniti e in Corea del Sud al fianco di Jürgen Klinsmann, Paolo Stringara, ex Avellino, Modena e Spezia, ha tracciato una panoramica sul campionato di Serie B in corso, in esclusiva ai nostri microfoni.
Da calciatore ha disputato diverse stagioni in Serie B con la maglia di Bologna e Avellino, con la quale ha totalizzato 23 presenze e 2 gol nel campionato 1991/1992, e ha allenatore per una sola stagione tra i cadetti sulla panchina della Pistoiese nel 2001/2002. Ha ricoperto il ruolo di tecnico anche a Modena, in Serie C1 nel 1998/1999, e allo Spezia, nel 2003/2004. Recentemente, come anticipato, ha fatto parte dello staff di Jürgen Klinsmann, anche da vice allenatore, nelle esperienze nazionali in Stati Uniti e Corea del Sud.
Stringara: “Mi aspetto che emergano Palermo e Venezia. L’Avellino gioca bene, complimenti a Biancolino. La Carrarese mi diverte”
Qual è la sua favorita per il campionato?
“Vedo benissimo il Monza. A parte il primato in classifica, devo dire che ha una rosa incredibile, fatta di giocatori importanti – come Colpani, Dani Mota, Izzo e Pessina – con molti elementi da Serie A. Sembra aver ingranato la marcia giusta dopo una partenza non brillante e, alla lunga, potrebbe fare quello che abbiamo visto fare al Sassuolo nella passata stagione, ovvero dominare il campionato”.
Una delle contendenti favorita alla vigilia è il Palermo. Un suo parere sui rosanero.
“Dal Palermo ci si aspettava tanto. Tutte le previsioni la davano come una ammazza campionato, ma così non è stato. Tuttavia, restano nelle parti alte e vicini alle prime. Hanno una rosa forte, con un allenatore che lo scorso ha ottenuto una promozione a Pisa (Inzaghi n.d.r) e una società molto importante. Mi aspetto che vengano fuori, esattamente come attendo il Venezia, altra squadra che ha un tecnico che ben conosce, avendo vinto, la categoria, e che ha un organico notevole”.
Nelle parti alte, al momento, figurano Frosinone e Modena.
“Il Frosinone ha un allenatore – Alvini – che ha delle idee importanti, nonostante l’annata non positiva dello scorso campionato, e le sta mettendo in pratica, macinando gioco e facendo risultati. Sono partite bene entrambe. Il Modena ha dimostrato, proprio nello scontro diretto contro il Frosinone, rimontando due reti e pareggiando su un campo complicatissimo, di essere una squadra forte. Non era semplice. Tra queste pretendenti della zona alta ci aggiungo anche il Cesena. Con tante squadre ci sono più variabili e il campionato diventa combattuto. La Serie B è dedita regalare sempre sfide emozionanti e non mancherà quest’anno di ripetersi, visto il livello della contesa”.
In questa giornata c’è il derby ligure tra Spezia e Sampdoria. Quanto è importante questa partita, vista la situazione complicata di entrambe?
“Il momento è davvero complesso, per motivi differenti. La Sampdoria è andata lontana dalle aspettative iniziali. Dopo la passata stagione, tutti si aspettavano che ci si attrezzare per puntare alla Serie A. Così non è stato e sono nuovamente nella stessa condizione precedente, cosa che non va assolutamente bene. Lo scorso anno sono tornato al Ferraris per Sampdoria-Cesena e ho trovato un amore sfrenato per questa maglia con una curva piena di gente che vuole vedere calcio. Purtroppo, ad oggi, in linea con la passata stagione, si trova nuovamente invischiata in una situazione che non le appartiene. Tuttavia, vedo che comunque i tifosi sono sempre lì, caldi, vogliosi e con tanta passione. Spero vivamente che vengano fuori da questa situazione. Di contro c’è una squadra con il percorso inverso, uno Spezia passato dal sogno promozione all’attuale ultimo posto e con un cambio di allenatore, al momento, non incisivo. Servono partite come questa per svoltare. Conosco l’ambiente, avendo allenato a La Spezia, e so quanto sia importante dar tutto in campo, sudare la maglia, in quel contesto. Quando la squadra esce sfinita dal campo non c’è neanche una grande contestazione, mentre in alcuni casi si vedono situazioni in cui non vi è neanche la fatica, in quanto si soccombe completamente all’avversario. La partita tra le due è un crocevia fondamentale, aperto a qualsiasi risultato”.
Partenze differenti anche per le due toscane: Empoli e Carrarese.
“L’Empoli, al momento, è una mezza delusione. Probabilmente è stata la scelta dell’allenatore all’inizio. Con il ritorno di Dionisi, a come sembra, le cose si stanno sistemando, ma faccio fatica a pensare che possano stare in lotta per la promozione. Però, è ancora tutto aperto. La Carrarese, e devo fare i complimenti a Calabrò, è una squadra che mi diverte. Giocano a memoria, il tecnico ha trasmesso voglia e carica ai propri giocatori”.
Tra i giovani di questo campionato c’è qualcuno che ti ha impressionato di più?
“Sì, Tommaso Berti, ma non è una sorpresa. Cresce continuamente, è un giocatore importante che consiglio a tutte le squadre di Serie A. Prima che gli arrivi il pallone sa già cosa fare, come muoversi. La palla è sempre viva quando è nei suoi piedi”.
Segui spesso il Cesena per la tua amicizia con Klinsmann, dove possono arrivare i bianconeri?
“Il Cesena dovrebbe fare uno step avanti, cercando di fare di più la partita. Ci sono gare, come quello contro l’Avellino di cui parlavo, dove l’avversario gioca meglio, ma loro segnano. Questo passo renderebbe la squadra definitivamente competitiva. C’è un’ottima rosa, un grande pubblico, una buona società e tutto per fare bene”.
