Nel calcio talvolta sognare non costa nulla ed esistono partite che valgono una stagione e altre che possono entrare direttamente nella storia. Catania-Ascoli appartiene alla seconda categoria. Dopo il durissimo 4-0 subito al Del Duca, la squadra di Mimmo Toscano è chiamata a una rimonta che avrebbe del clamoroso per conquistare la finale play-off di Serie C. Una montagna altissima da scalare, resa ancora più complicata dalla qualità mostrata dai marchigiani nella gara d’andata. Ma il calcio, soprattutto quando si accende il Massimino, ha spesso regalato notti fuori da ogni logica.
- Il Catania prova a crederci
- Il poker dell’andata ha cambiato tutto
- La carica del Massimino: i tifosi vogliono fantasticare
- Cosa deve fare il Catania per provare l’impresa
- Le probabili formazioni
- L’Ascoli vede la finale, ma il Catania vuole crederci
Il Catania prova a crederci
La città , nonostante le flebili speranze, non ha nessuna intenzione di alzare bandiera bianca e vuole provarci a spingere i propri beniamini fino all’ultimo secondo. Onorare la maglia è questo quello che chiede la gente etnea, perché arrendersi prima di giocare sarebbe il peccato peggiore in una piazza che vive di passione, orgoglio e senso di appartenenza. Insomma per ribaltare un punteggio clamoroso servirà un Catania completamente diverso rispetto a quello visto nelle Marche: più aggressivo, più feroce, più lucido. E servirà soprattutto un approccio perfetto, quasi disperato, per cercare di riaprire subito il discorso qualificazione.
Il poker dell’andata ha cambiato tutto
La semifinale sembrava poter essere equilibrata, ma il primo round ha raccontato tutt’altra storia. L’Ascoli (la miglior squadra per qualità del gioco espressa in stagione) ha dominato il match con qualità , intensità e cinismo, colpendo quattro volte una difesa rossazzurra andata in totale difficoltà . Corradini ha aperto le marcature, poi Guiebre, Gori e Milanese hanno completato una serata perfetta per i bianconeri e da incubo per il Catania. Un risultato pesantissimo non soltanto per il passivo, ma per la sensazione di superiorità mostrata dalla squadra di Tomei.
La carica del Massimino: i tifosi vogliono fantasticare
Se esiste un elemento a cui il Catania può aggrapparsi è il proprio pubblico. Il Massimino si prepara a vivere una delle notti più calde della stagione, con una cornice che promette spettacolo e pressione continua La spinta dello stadio dovrà diventare energia pura per alimentare la rimonta, segnare presto potrebbe cambiare l’inerzia mentale della sfida, accendere il pubblico e mettere pressione a un Ascoli che, inevitabilmente, partirà con il pensiero di gestire il vantaggio. E Mimmo Toscano lo sa bene: la componente emotiva avrà un peso enorme.
Cosa deve fare il Catania per provare l’impresa
La parola chiave è intensità . La formazione siciliana dovrà alzare inevitabilmente il baricentro da subito, aggredire la partita e cercare di trasformarla in un assedio continuo. Fondamentale sarà anche il lavoro dei trequartisti Cicerelli e D’Ausilio (prestazione opaca per entrambi nella partita dell’andata), chiamati ad accompagnare la punta e a riempire l’area con maggiore continuità rispetto alla gara d’andata. Il Catania dovrà inoltre essere bravo a mantenere equilibrio mentale: un gol subito rischierebbe infatti di spegnere quasi definitivamente le speranze di rimonta. L’Ascoli, dal canto suo, proverà probabilmente a sfruttare gli spazi che inevitabilmente si creeranno. La squadra di Tomei ha dimostrato di avere qualità nelle ripartenze e giocatori capaci di colpire in campo aperto e alla luce di questo motivo servirà una partita quasi perfetta da parte del Catania.
Le probabili formazioni
Toscano dovrebbe optare per il classico 3-4-2-1. Tra i pali Dini, linea difensiva a tre formata da Ierardi, Miceli e Celli. In mezzo al campo Quaini e Di Noia con Casasola e Donnarumma sugli esterni. In avanti Cicerelli e D’Ausilio a supporto di Caturano, unico terminale offensivo. Dall’altra parte Tomei consolida il 4-2-3-1. In porta Vitale, Alagna, Curado, Rizzo e Pagliai la trincea difensiva. Milanese, Damiani i due mediani. In zona offensiva agiranno Silipo, Rizzo, Pinna, Oviszach alle spalle di Chakir.
Catania (3-4-2-1): Dini; Ierardi, Miceli, Celli; Casasola, Quaini, Di Noia, Donnarumma; Cicerelli, D’Ausilio; Caturano. All. Toscano.
Ascoli (4-2-3-1): Vitale; Alagna, Curado, Rizzo, Pagliai; Milanese, Damiani; Silipo, Rizzo Pinna, Oviszach; Chakir. All. Tomei.
L’Ascoli vede la finale, ma il Catania vuole crederci
Il vantaggio costruito al Del Duca mette i marchigiani in posizione nettamente favorevole. L’Ascoli ha impressionato per organizzazione, maturità e qualità offensiva, dando la sensazione di essere una squadra pronta per il salto di categoria. Ma i playoff, soprattutto in Serie C, spesso sfuggono alla logica. Il Catania si aggrappa a questo. Alla follia del calcio, all’energia del Massimino e alla speranza di trasformare una semifinale compromessa in una notte destinata a restare nella memoria dei tifosi rossazzurri. Servirà un’impresa enorme, forse la più difficile della stagione. Ma finché ci sarà una partita da giocare, il Catania continuerà a crederci.
