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Sinner a Wimbledon ha raggiunto un nuovo livello di supremazia: il dato incredibile contro Djokovic e Zverev

Il torneo di Wimbledon ci ha testimoniato l'evoluzione di Sinner in servebot, con Jannik che contro Djokovic e Zverev è apparso talmente dominante che durante gli incontri sembrava che si giocasse esclusivamente nei turni in risposta del numero 1

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Matteo Morace

Matteo Morace

Live Sport Specialist

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Dopo quanto successo al Roland Garros sul nome di Jannik Sinner sembrava aleggiare un grande asterisco che nemmeno le prime uscite a Wimbledon avevano scacciato, almeno fino alla semifinale. Dopo qualche prestazione un po’ sottotono l’azzurro ha dimostrato ancora una volta la sua capacità di migliorarsi costantemente, raggiungendo un nuovo livello di supremazia apparso evidente nelle sfide contro Novak Djokovic e Alexander Zverev, che nonostante abbiamo giocato due ottime partite non sono quasi mai riusciti a impensierire il numero 1 al mondo.

Il percorso in crescita a Wimbledon

L’incidente verificatosi al Roland Garros e il mese senza giocare prima di Wimbledon avevano fatto sorgere dei dubbi sul ritorno in campo di Sinner. Dubbi che le prime partite non avevano cancellato, con Jannik che era apparso in grande difficoltà soprattutto con Kecmanovic, ma col passare dei turni l’azzurro è apparso sempre più in palla, alzando il proprio livello partita dopo partita fino ad arrivare alle super prestazioni messe in campo contro Djokovic e Zverev, che ne hanno confermato lo status di giocatore migliore al mondo.

Sinner si è trasformato (anche) in un servebot ora

A sorprendere durante il torneo di Wimbledon è stata però la capacità di Sinner di migliorarsi ancora e in maniera estremamente evidente. Ai Championships Jannik ha infatti evidenziato dei progressi notevoli al servizio, colpo che già in precedenza aveva migliorato ma che ora è diventato un’arma temibilissima. A conferma di ciò c’è anche l’incredibile statistica riguardante gli ace messi a segno, ben 128 in tutto il torneo, circa il doppio di quelli messi a referto la scorsa stagione sempre a Wimbledon.

Il dato incredibile contro Djokovic e Zverev a Wimbledon

Ad assistere a un match di Sinner in questo Wimbledon si aveva infatti la sensazione che si giocasse quasi ed esclusivamente solo nei turni di servizio del suo avversario, con Jannik che anche nei momenti di maggiore difficoltà riusciva a tirarsi fuori dai guai col servizio, tanto che dei tre set persi in totali durante il torneo uno solo non è stato al tie-break e si tratta proprio del primo disputato all’esordio, quando ancora l’azzurro doveva ritrovare le giuste sensazioni.

Quest’impressione c’è stata anche in occasione delle ben più delicate sfide contro Djokovic e Zverev (che contro Jannik ha forse disputato la miglior partita sull’erba della sua carriera dimostrando anch’egli di essere migliorato e di essere una minaccia dopo il titolo al Roland Garros) tra semifinale e finale, con i suoi due avversari che nei due match sono riusciti a procurarsi la miseria di due palle break (una ciascuno), entrambe annullate alla grande da Sinner. Una statistica incredibile, un piccolo record che testimonia ancora una volta la grandezza e la crescita di Jannik, che sembra aver raggiunto un nuovo livello di supremazia nei confronti dei suoi avversari.

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