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Sinner e Alcaraz l’hanno rifatto: rivalità perfetta a Montecarlo, l’incredibile statistica prima della finale

Numeri identici e ranking in bilico: i due campioni arrivano all’ultimo atto del Masters 1000 con un equilibrio impressionante che rende la sfida ancora più imprevedibile

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

La perfetta rivalità di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner, dominatori assoluti della classifica ATP. Il Masters 1000 di Montecarlo incoronerà soltanto uno dei due nella finale in programma oggi (domenica 12 aprile) dalle 15:00, con in palio anche la vetta del ranking mondiale. L’azzurro ha la possibilità di tornare numero 1 in caso di vittoria, ma a poche ore dalla resa dei conti a colpire sono soprattutto i numeri: le statistiche sulla loro corsa nel torneo del Principato fotografano un equilibrio disarmante.

Sinner-Alcaraz, la statistica che sorprende

Non è la prima volta che Sinner e Alcaraz si ritrovano con numeri praticamente uguali. Anche a Montecarlo i due hanno fatto registrare un dato incredibile: hanno impiegato lo stesso identico tempo per raggiungere la finale, 5 ore e 59 minuti.

Una coincidenza che rafforza l’idea di una sfida sempre più simmetrica, quasi come se i due campioni seguissero lo stesso percorso. Ma non è tutto. Entrambi hanno trascorso 66 settimane al numero 1 del ranking ATP, e proprio la finale del torneo monegasco deciderà chi occuperà la vetta già da lunedì.

Numeri identici e rivalità totale

Le analogie tra Sinner e Alcaraz non finiscono qui. Nei 16 precedenti disputati finora, i due hanno totalizzato complessivamente 3.302 punti, ovvero 1.651 a testa: un equilibrio perfetto. E c’è di più: entrambi hanno conquistato 26 titoli in carriera, confermando una crescita parallela che alimenta una delle rivalità più affascinanti del tennis moderno.

I due eredi dei Big 3 si preparano a regalare e a regalarsi una domenica epica, ennesimo capitolo di un duello destinato a segnare un’epoca, nell’attesa che un ‘nuovo Djokovic’ (Joao Fonseca?) arrivi a insidiare il dominio dei nuovi Federer e Nadal.

Messaggi e strategia: una partita a scacchi

La vigilia della finale del Masters 1000 si è trasformata in una vera e propria partita a scacchi tra i due numeri uno del tennis mondiale. Dopo aver travolto Alexander Zverev con un netto 6-1, 6-4, Sinner ha ammesso di studiare il suo avversario anche fuori dal campo: già, guarda i video di Alcaraz su YouTube. Un messaggio chiaro: attenzione ai dettagli, analisi continua, nessun segreto lasciato al caso.

La risposta dello spagnolo non si è fatta attendere. Subito dopo la semifinale vinta contro l’idolo di casa Valentin Vacherot (6-4, 6-4), Alcaraz si è allenato. “Appena finito di giocare, Samuel Lopez mi ha detto che aveva prenotato il campo per lavorare sul servizio ed essere pronto per la partita”, ha spiegato. Un segnale altrettanto forte: la concentrazione è massima. Da una parte lo studio maniacale del ‘robot’ Jannik, dall’altra la determinazione di Carlos. Due approcci diversi, ma lo stesso obiettivo: arrivare pronti alla sfida decisiva. Perché quando il livello è così alto, ogni dettaglio può fare la differenza.

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