Il dominio imposto da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz sul resto del circuito è da mesi uno dei temi più chiacchierati nel mondo del tennis, con molti appassionati e giocatori che hanno paragonato l’epoca attuale a quella dei Big3. Se dal punto di vista dei titoli conquistati e delle briciole lasciate agli avversari il confronto sembra reggere in pieno, ci sono alcuni aspetti di questo paragone che non convincono tutti, come ad esempio Toni Nadal, che ha puntato il dito sulla minor competitività degli avversari di Sinner e Alcaraz rispetto a quelli affrontati in passato da Roger Federer, Novak Djokovic e suo nipote Rafa. Proprio quest’ultimo, che aveva espresso un’opinione simile a quello dello zio pochi giorni fa, è tornato a parlare anche del format della Coppa Davis, suggerendo un cambiamento proposto tempo fa dagli stessi Carlos e Jannik.
- Toni Nadal: “Alcaraz e Sinner favoriti da rivali più deboli rispetto al passato”
- Sinner e Alcaraz hanno fatto il vuoto, ma alcuni rivali si sono azzoppati da soli
- Nadal critica la Coppa Davis e da ragione a Sinner e Alcaraz
Toni Nadal: “Alcaraz e Sinner favoriti da rivali più deboli rispetto al passato”
Durante un incontro con i media spagnoli a Zamora, Toni Nadal ha parlato del nuovo leader del tennis mondiale (e spagnolo) Alcaraz, erede designato di suo nipote Rafa. Parlando di Carlos l’allenatore iberico è finito inevitabilmente con l’analizzare anche il dominio imposto sul resto del circuito da lui e Jannik, ridimensionandolo un po’ – come di recente aveva fatto anche il 14 volte vincitore del Roland Garros – puntando il dito sull’assenza di rivali di livello che invece c’erano ai tempi dei Big3: “Alcaraz? Tutti stanno vedendo quello che sta ottenendo, le sue qualità atletiche sono incredibili ed ha tutto per arrivare al successo. Rispetto ai tennisti di qualche anno fa ha un enorme vantaggio e ovvero che i suoi rivali sono più deboli. C’è Sinner che è un grande rivale ma dietro tutti gli altri sono finiti nel dimenticatoio. Ricordo che nell’era di Rafa, Roger e Novak c’erano grandi tennisti come Andy Murray, Del Potro, Wawrinka e Ferrer”.
Sinner e Alcaraz hanno fatto il vuoto, ma alcuni rivali si sono azzoppati da soli
Le parole di Rafa e Toni Nadal sembrano però fotografare al meglio la situazione attuale. Quello di Sinner e Alcaraz a livello di titoli non è certamente un dominio nuovo nel mondo del tennis. Se però si guarda alla facilità con cui i due arrivano in finale in tutti i tornei a cui prendono parte (testimoniata che l’ultimo torneo al quale erano entrambi iscritti vinto da un giocatore diverso da loro risale a Madrid 2024, quando entrambi erano alle prese con degli infortuni) diventa evidente come anche solo l’idea che possano perdere un set contro il terzo al mondo sia estremamente remota.
Insomma, tra Jannik e Carlos e il resto del circuito sembra esserci un divario addirittura più grande rispetta a quello che c’era tra i Big3 (o anche Big4) e i loro avversari dell’epoca. Merito certamente di Sinner e Alcaraz, ma demerito anche dei loro rivali, su tutti quei giocatori nati negli anni ’90 che dopo essersi visti scavalcare da questi giovincelli non hanno trovato la forza di reagire e crescere per provare a impensierirli, con il risultato che i vari Zverev, Medvedev e Tsitsipas invece che prendere il posto di Federer, Nadal e Djokovic sono crollati nel rendimento e – tranne Sascha – anche nel ranking, venendo così ridimensionati ad avversari qualunque nel confronto con Sinner e Alcaraz.
Nadal critica la Coppa Davis e da ragione a Sinner e Alcaraz
Un altro tema molto ricorrente nel mondo del tennis è la Coppa Davis, che nonostante l’ultima avvincente final 8 vinta dalla’Italia continua a non convincere nel suo attuale format, soprattutto visti i pochissimi top player che riesce ad attirare. Top player che però vorrebbero prendere parte alla competizione a squadre per Nazioni e che, come nel caso di Sinner e Alcaraz, hanno suggerito di spalmare le edizioni su due stagioni, in modo da renderla ancora più ambita e non intasare eccessivamente il calendario. Una soluzione appoggiata anche da Nadal, che ne ha parlato a El Larguero su Cadena SER: “Voglio essere molto onesto su questo argomento: la Coppa Davis era fantastica quando c’erano tutte le condizioni giuste affinché i migliori giocatori partecipassero con costanza. La mia soluzione è che venga disputata ogni due anni”.
