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Sinner, attacco a Madrid dopo la vittoria su Norrie: l'incubo orari e la trappola Jodar

Costretto a scendere in campo alle 11 contro l'inglese, Jannik riserva una stoccata agli organizzatori: le insidie legate al possibile match nei quarti contro il talento spagnolo.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Compassato in campo, dove s’è limitato all’essenziale per aver ragione di Cameron Norrie, e grintoso davanti ai microfoni. Jannik Sinner alza i toni dopo aver staccato il biglietto per i quarti di finale del Masters 1000 di Madrid. All’orizzonte c’è la possibile sfida al talento locale Rafa Jodar, il “piccolo Alcaraz” che nel derby dei talenti del futuro ha sconfitto Joao Fonseca e che, in caso di successo su Vit Kopriva, affronterebbe il numero 1 della classifica ATP nella bolgia del Manolo Santana, con tutto il pubblico dalla sua parte. Ma non è solo la torcida a preoccupare il rosso di San Candido: avverte aria di trappolone.

Madrid, la partita alle 11 e l’attacco di Sinner

Contro Norrie, Sinner è sceso in campo in un orario inusuale: le 11 del mattino. Un orario francamente “strano”, per un numero 1, considerati anche il caldo, il sole, la sveglia anticipata e tutti i problemi conseguenti. Proprio di questo ha parlato Jannik, che non ha disdegnato una stoccata agli organizzatori madrileni. Il rischio, infatti, per lui è un altro: “Non mi importa tanto a che ora debba svegliarmi e giocare, anche se chiaramente dobbiamo apportare delle modifiche in base al programma. Però ci sono due match che iniziano dopo le 20 ed è troppo tardi, perché si rischia di finire dopo mezzanotte”.

L’accusa di Jannik e le insidie dei match serali

Il riferimento è al match tra Jodar e Fonseca, iniziato tardi e finito a notte fonda, che ha avuto riflessi sulla calendarizzazione dell’incontro tra Sinner e Norrie: “Anche se hai un giorno libero, è comunque molto tardi. Finisci all’una e trenta di notte, poi devi cenare, fare delle cure. Si fa davvero tardi. Non so quando sia stata l’ultima volta che ho giocato alle 11 del mattino, ma per me l’orario non conta; cerco sempre di dare il massimo. C’era la questione se avrei giocato io o Jodar alle 16 e penso sia giusto che abbia giocato lui perché ha finito molto, molto tardi”. Ora però il rischio è che nei quarti sia proprio il match tra Sinner e Jodar a iniziare tardi. E si sa: Jannik detesta più il far tardi che l’alzarsi presto.

Sinner chirugico con Norrie: “Bene quando contava”

Intanto, il campione italiano ha dato sfoggio di maturità – l’ennesimo – gestendo senza troppi affanni il match con Norrie, che poteva riservare delle insidie. “Ci siamo allenati insieme prima dell’ultimo torneo a Montecarlo, ho giocato bene quando contava, servendo abbastanza bene e cercando di essere aggressivo nei punti importanti. Ero sopra di un break e non sono riuscito ad andare avanti subito, ma posso essere soddisfatto. È difficile trovare le giuste risposte su questa superficie, ma sono contento di essere nei quarti. Questo è un torneo che non ho giocato tante volte“.

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