Jannik Sinner al centro della polemica. La decisione di rifiutare la convocazione per la Coppa Davis che vivrà la sua fase finale a Bologna ha alzato un vero e proprio putiferio. Dopo la vittoria al Six Kings Slam, il numero 2 del mondo ha deciso di concentrarsi unicamente sui tornei che lo vedono protagonista con la decisione di essere sia a Vienna (con il primo match in programma domani) sia a Parigi. Ma non a Bologna con il team capitano da Volandri. E anche Panatta è critico.
Panatta scarica Jannik
Il “gran rifiuto alla Davis” scatena anche la reazione di Adriano Panatta che dalle pagine del Corriere della Sera stavolta si mostra in disaccordo rispetto alla decisione di Sinner: “Io non avrei mai rinunciato e se qualcuno della squadra l’avesse fatto, sarebbero stati i compagni e il capitano, prima ancora delle Federazione, a chiedere spiegazioni nel modo più duro possibile. A me, a Paolo, a Corrado e Tonino e prima di noi Pientrangeli, non sarebbe passato nemmeno per la mente. Ma la Davis era al centro dei nostri programmi, le altre scelte ruotavano intorno a essa. Posso dire a Sinner che mi dispiace e se fossi stato in lui uno sforzo lo avrei fatto, sarebbe stato anche utile per tirarsi fuori dalle polemiche che prenderanno fuoco”.
Il retroscena su Berrettini
A svelare un retroscena, sui momenti convulsi che hanno anticipato la decisione di Jannik Sinner di non rispondere alla convocazione di Volandri, ci pensa La Stampa. Il quotidiano rivela infatti che a provare a convincere Jannik fino all’ultimo minuto ci abbia provato anche il veterano Matteo Berrettini. Il romano, che lo scorso anno è stato grande protagonista sia in singolare che in doppio proprio con l’altoatesino, avrebbe provato a convincere Sinner a essere presente a Bologna per provare a conquistare il terzo trofeo per l’Italia e il secondo insieme. Ma anche questo tentativo sarebbe andato in fumo.
Gelo con la FITP e Binaghi
La sensazione è che la stessa Federazione sia stata colta “parzialmente” di sorpresa dalla scelta di Sinner. Il numero 2 del tennis mondiale valutava da tempo la possibilità di dire no alla Coppa Davis, dei segnali in tal senso sono arrivati numerosi dall’altoatesino. Segnali che di sicuro sono arrivati anche alla federazione e a Volandri che però hanno sperato fino alla fine in un cambio di direzione. Lo stesso capitano a differenza di altre situazioni non ha parlato di “scelta condivisa”, lasciando intendere che il no alla Davis rimanga una decisione dolorosa come l’ha definita lo stesso presidente Binaghi. Il presidente (così come Volandri) sperano ancora in un ripensamento dell’ultima ora visto che è possibile cambiare la squadra di fatto fino all’ultimo giorno.
