Nonostante sia ormai da oltre due stagioni uno dei due dominatori incontrastati del circuito maschile, la crescita di Jannik Sinner sembra proprio non avere limiti, con l’azzurro che negli ultimi mesi è uscito dalla propria comfort zone migliorando alcuni aspetti del suo gioco in cui era considerato – e lui stesso si considerava – carente, come la palla corta, colpo nel quale è stato protagonista di un’incredibile progresso, tanto da aver superato in efficienza anche il suo rivale Carlos Alcaraz. Nonostante questo per Patrick Mouratoglou i due giocatori sono da considerare ancora sullo stesso piano, cosa che invece non si può certamente dire di Alexander Zverev.
- Sinner e la sua crescita continua
- I dati di Sinner con la palla corta: Jannik fa meglio anche di Alcaraz
- Mouratoglou: “Sinner e Alcaraz sono allo stesso livello”
Sinner e la sua crescita continua
Una delle – se non LA – più grandi qualità di Sinner è quella di non sentirsi mai arrivato e di voler sempre migliorare, uscendo anche dalla propria comfort zone. Una caratteristica che gli sta permettendo di mantenersi ai vertici della classifica ATP e di ampliare addirittura il divario che lo separa dai altri giocatori, migliorando costantemente in tutti gli aspetti del gioco, compresi quelli dove fino a poco fa era considerato carente come la palla corta, colpo con cui – stando a uno studio pubblicato da Tennis Magazine – ora risulta più efficiente anche del suo rivale Alcaraz, da molti considerato il migliore del circuito nella realizzazione dei dropshot.
I dati di Sinner con la palla corta: Jannik fa meglio anche di Alcaraz
Nel repertorio di Sinner la palla corta è diventato un colpo sempre più di sicuro affidamento, tanto che stando a Tennis Magazine Jannik è l’unico giocatore tra quelli presenti in top-20 ad aver vinto almeno il 60% dei punti in cui ha giocato un dropshot sia sul cemento che sulla terra rossa. A sorprendere è anche quanto la palla corta sia diventata sempre più presente nel gioco dell’azzurro, che per migliorare e crescere come giocatore non si è fatto problemi ad uscire dalla propria comfort zone anche col rischio di commettere qualche errore e perdere qualche partita in più.
Tra quelli presi in considerazione, Sinner è infatti il sesto giocatore che usa con maggiore frequenza la palla corta, che utilizza nel 3,4% delle occasioni sul totale dei colpi da lui effettuati. Solamente l’istrionico Alexander Bublik lo batte di parecchio (8,5%), mentre Ben Shelton (4,9%), Luciano Darderi (4,6%), Alcaraz (4,3%) e Lorenzo Muswetti (3,7%) lo superano non di tanto.
Mouratoglou: “Sinner e Alcaraz sono allo stesso livello”
Nonostante un repertorio ampliato rispetto al passato e l’incredibile stato di forma che sta attraversando e che lo ha portato a vincere cinque Masters 1000 consecutivi e a essere in striscia vincente da 24 partite nel 2026, per il celebre coach Patrick Mouratoglou Sinner e Alcaraz sono da considerarsi allo stesso livello: “Se avete un po’ di memoria, vi ricorderete che tutti affermavano la superiorità di Carlos dopo gli Australian Open. Ora gli stessi dicono l’esatto contrario. La verità è che l’italiano e lo spagnolo sono allo stesso livello, solo che nel tennis i momenti cambiano velocemente. Alcaraz non sta giocando per infortunio, ma la sostanza non cambia”.
Lo storico coach di Serena Williams ha anche risposto a Zverev, che dopo la finale di Madrid si era esso sullo stesso piano di Alcaraz. Un paragone che ha fatto storcere il naso a molti appassionati e addetti ai lavori, compreso Mouratoglou: “Sascha non può mettersi sullo stesso piano di Carlos, non lo trovo aderente alla realtà. Il divario che attualmente separa Sinner e Alcaraz da tutti gli altri è molto grande. Il tedesco si trova nello stesso ‘gruppo’ di Novak Djokovic in questo momento”.
