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Sinner, Roddick certifica il dominio a Wimbledon e svela il segreto di Jannik. La sfida US Open e i dubbi sul ritorno di Alcaraz

L’ex numero 1 al mondo commenta il percorso di Sinner per il secondo trionfo a Wimbledon: i miglioramenti nel gioco ma soprattutto la calma che mantiene in campo e fuori

3 min di lettura

Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Un dominio. Così Andy Roddick racconta l’impresa di Jannik Sinner a Wimbledon. Il numero 1 del mondo ha conquistato il titolo sull’erba inglese per la seconda volta consecutiva fugando i dubbi che erano emersi dopo il momento difficile al Roland Garros. Un dominio testimoniato dai dati, quelli contro Zverev ma non solo, e dimostrato dai comportamenti dell’azzurro che non perde mai la calma.

I numeri che certificano il dominio

Difficile trovare parole e argomenti nuovi per raccontare l’impresa di Sinner a Wimbledon. Il numero 1 del mondo ancora una volta ha sbaragliato la concorrenza, riuscendo a migliorare partita dopo partita fino ai due capolavori in semifinale contro Djokovic e poi in finale con Zverev. Il tedesco, a differenza dei precedenti incontri, è riuscito a dare battaglia ma Andy Roddick sottolinea il dato che testimonia come la distanza con Jannik sia ancora molto ampia: “Ha tenuto il servizio per 87 volte consecutive contro Zverev. E’ qualcosa di assurdo. Non subisce break da Djokovic (uno dei migliori in risposta della storia), non perde il servizio contro Sascha. E nelle ultime due partite ha dovuto affrontare solo due palle break. Se non è questo un dominio”.

Il segreto di Sinner

C’è qualcosa che però stupisce l’ex numero 1 statunitense, Roddick che a Wimbledon ha collaborato con la ESPN ha avuto modo di incontrare Sinner in più di un’occasione ed è stato il comportamento dell’azzurro a stupirlo: “La cosa che mi stupisce sempre è il suo modo di affrontare anche l’aspetto mediatico. Non ha mai perso la pazienza di fronte alle tantissime domande che ha ricevuto sul caldo e su quello che è successo al Roland Garros. Rimane calmo in ogni circostanza anche fuori dal campo. Nonostante tutto quello che è successo la scorsa stagione non perde mai la pazienza. Ha questa calma costante. Non dà mai la sensazione di essere disperato, è sempre composto. E’ questo si riflette anche in campo”.

La mancanza di Carlos Alcaraz

Sascha Zverev viene dal periodo migliore della sua carriera con la vittoria al Roland Garros e la finale a Wimbledon. Ma in questo momento è evidente che al mondo del tennis cominci a mancare la rivalità tra Sinner e Alcaraz che negli ultimi anni hanno dominato il circuito maschile: “La mancanza di Alcaraz si sente – continua Roddick – la speranza è che stia bene e che possa tornare presto. Per me non c’è dubbio che la storia di Sinner sia più bella quando c’è Carlos e viceversa. In questo momento considero Jannik come il grande favorito anche agli US Open. E’ difficile pensare che Alcaraz possa tornare dopo questa lunga assenza e ripartire da dove ha lasciato”.

Sinner, Roddick certifica il dominio a Wimbledon e svela il segreto di Jannik. La sfida US Open e i dubbi sul ritorno di Alcaraz Ansa

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