Non ci sono solo strategie da mettere a punto, allenamenti da fare e avversari da studiare. A Madrid la principale fonte di preoccupazione per Jannik Sinner e i suoi colleghi sembra essere diventato un “tacos di gamberetti” e le conseguenze che ha portato all’interno del Masters 1000 che si gioca sulla terra spagnola.
La strategia di Sinner
Ci sono degli avversari che non vedono l’ora di conquistare lo “scalpo” del numero 1 in classifica. Ma c’è anche da fare i conti con i prossimi impegni. Jannik Sinner si deve districare anche con una difficoltà diversa e imprevista, quella del virus che sta imperversando alla Caja Magica e l’azzurro ha già chiara la sua strategia: “Onestamente non passo molto tempo qui. I giorni dei match sono quelli più lunghi ma nei giorni di allenamento arrivo, mi alleno e poi scappo via. Non so di preciso quello che sta succedendo, se si tratta di un’epidemia ma è un po’ quello che succede quando qualcuno si ammala. Siamo sempre molto vicini l’un l’altro negli spogliatoi. Quindi queste cose possono succedere”.
Il virus colpa di un “tacos”
Infortuni, stanchezza e caldo evidentemente non bastavano queste difficoltà a rendere la vita durissima ai tennisti. A Madrid i protagonisti del mondo del tennis devono fare i conti con una difficoltà in più, un virus intestinale che sta creando delle difficoltà enormi. A farne le spese sono stati già in tanti a cominciare dal croato Marin Cilic, per poi passare a Samsonova e Swiatek fino ad arrivare a Coco Gauff che si è salvata per il rotto della cuffia contro Cirstea. E ora è stata anche trovata la fonte che ha scatenato il caos nel torneo spagnolo. La rivelazione arriva dall’ex tennista Jim Courier che a Tennis Channel pga rivelato che questi problemi sono stati scatenati da un “tacos di gamberetti”.
La rivelazione di Cameron Norrie
Una sfida stranamente “inedita” quella che vedrà opposto Jannik Sinner a Cameron Norrie. Nonostante gli anni nel circuito, il numero uno al mondo non si è mai trovato di fronte il 30enne britannico. Un tennista sempre molto difficile da affrontare per il suo essere mancino che rappresenta sempre una difficoltà in più. Alla vigilia del match però il britannico fa una rivelazione un po’ sorprendente: “Non l’ho mai affrontato in una partita ufficiale, il che è già una cosa pazzesca. Ma ci siamo allenati insieme diverse volte e ogni volta che lo facciamo mi fa a pezzi. E’ un giocatore in fiducia totale, forse il più solido in questo momento. Io proverò a tenergli testa, io cercherò semplicemente di pensare al mio gioco e giocare ogni pallina che ho di fronte”.
