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Sinner, occhio a Shelton: non fa più il bulletto ma l'amicone, abbracci e sorrisi prima del big match

Incrocio sul campo d'allenamento tra i protagonisti dell'ultimo quarto degli Australian Open: Ben sembra aver fatto tesoro degli errori del passato: niente più "spacconate".

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Che fine ha fatto il “Bulletto”? Ben Shelton, a suon di spacconate, s’è guadagnato questo “simpatico” nomignolo nel circuito, un’etichetta capace di caratterizzarne l’esuberanza dialettica, oltre che fisica, più volte ostentate prima e durante partite importanti, anche contro avversari di grande spessore. Non si contano, infatti, le promesse, le dichiarazioni d’intenti, le rassicurazioni del talento americano sulle sue possibilità alla vigilia di una grande sfida. O meglio: non si contavano. Perché il Ben Shelton che si prepara al confronto con Jannik Sinner, ultimo quarto di finale degli Australian Open 2026, sembra il gemello saggio dell’originale.

Australian Open, la metamorfosi di Ben Shelton

Niente frasi a effetto, nessuno slogan bellicoso, al bando anche pose ed espressioni cult per far sfoggio dei muscoli: stavolta Shelton ha scelto il low profile per avvicinarsi al confronto, sulla carta segnato, col fenomeno italiano. I numeri parlano chiaro, nelle ultime uscite Sinner lo ha sistematicamente battuto e anche in modo netto e perentorio. Sarà per questo che Ben ha pensato di cambiare registro. Una metamorfosi sorprendente, cominciata già al termine dell’ottavo di finale vinto ai danni di Casper Ruud e proseguita in sala stampa. Vuoi vedere che l’ex bulletto ha messo una volta per tutte la testa a posto?

Sinner e Shelton, incrocio al campo d’allenamento

Sarà una semplice coincidenza, ma Shelton è apparso decisamente più gioviale anche nei confronti di Sinner stesso, incrociato per una bizzarra coincidenza sul campo d’allenamento. Come documentato da Luigi Ansaloni in un video pubblicato sul sito web della Gazzetta dello Sport, il bulletto ha lasciato spazio all’amicone. Sorrisi, abbracci, strette di mano e pacche sulle spalle nei confronti del suo rivale tricolore. Un remake della sfida giocata sempre sul cemento della Rod Laver Arena un anno fa, in quel caso valevole per le semifinali. “Sarà un privilegio per me affrontare di nuovo Jannik”, le parole a caldo di Shelton.

Le novità di Ben per provare a sorprendere Jannik

Misurate anche le dichiarazioni in sala stampa. Nessuna frecciatina al rivale, focus rivolto esclusivamente al proprio stile di gioco. “Un anno fa, di questi tempi non mi sentivo a mio agio nel rispondere col dritto e non lo usavo molto. Dovevo ricorrere spesso a una risposta difensiva per riuscire a rimettere la palla in gioco, ora sto arrivando a un punto della partita in cui mi sento come se non potessi sbagliare nemmeno un colpo. Penso che questo sia un aspetto che mi aiuta molto”, la certezza di Ben. “Per battere i migliori devi giocare un tennis offensivo e sento che il mio gioco è un po’ diverso rispetto a prima. Ovviamente, però lavorano per migliorare anche gli altri”.

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