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“Non capisco come faccia”: Pegula stupita da Sinner, dietro c’è il lavoro di Vagnozzi e Cahill

Il servizio è diventato il nuovo punto di forza di Sinner: i numeri spiegano la trasformazione e la crescita dell’azzurro, costruite insieme a Vagnozzi e Cahill

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Vincere Wimbledon per due volte consecutive ha proiettato Sinner nell’olimpo dei più grandi di sempre. L’assenza di Alcaraz per infortunio può anche avergli spianato la strada, però il vero segreto di Jannik non è soltanto nei trofei conquistati: è nella crescita costante, nella capacità di aggiungere sempre qualcosa al proprio gioco torneo dopo torneo. Anche Jessica Pegula e Madison Keys faticano a credere all’ultima “follia” del numero uno del ranking ATP, ma dietro ogni progresso dell’azzurro c’è un lavoro meticoloso costruito insieme a Simone Vagnozzi e Darren Cahill. Del resto, è stato lo stesso Sinner a raccontarlo dopo il trionfo nello Slam sull’erba londinese: “Sto dando tutta la mia vita per questo sport”.

Pegula e Keys stregate da Sinner: “Non capisco come faccia”

La trasformazione di Sinner non è passata inosservata, come riportato da puntodebreak. Nel podcast The Player’s Box Jessica Pegula, numero 3 della classifica WTA, ha indicato il servizio come il colpo in cui il campione di San Candido è cresciuto maggiormente. “Il suo servizio è una follia. Ogni volta che lo guardo, penso ‘non c’è modo che ci riprovi’, eppure colpisce un ace ogni volta. Come ha fatto a migliorare così tanto?”, ha detto la statunitense, sorpresa dalla capacità dell’italiano di trovare ace anche con una giocata ormai conosciuta dagli avversari. Anche Madison Keys ha raccontato il percorso alla base di questa evoluzione, spiegando come Sinner abbia studiato i grandi specialisti del circuito. Tra questi anche John Isner, uno dei migliori battitori degli ultimi anni, preso come riferimento per sviluppare un servizio sempre più efficace.

Una crescita certificata dalle statistiche

I numeri confermano la crescita esponenziale di Jannik. Nel 2024, stagione dei primi due Slam vinti, Sinner aveva chiuso con il 61% di prime palle in campo, il 79% di punti vinti con la prima e il 58% con la seconda. Nel 2025 le percentuali erano rimaste simili, nonostante altri grandi successi: 62% di prime, 79% di punti conquistati con la prima e 59% con la seconda. Nel 2026, invece, è arrivata la svolta. La prima di servizio è salita al 65%, mentre i punti vinti con la prima battuta hanno raggiunto l’81%. Il dato più impressionante riguarda gli ace: nella prima metà dell’anno Sinner ne ha già realizzati 454, più dei 405 messi a segno nell’intera stagione precedente.

Vagnozzi e Cahill, il lavoro dietro la crescita di Jannik

Dietro questa evoluzione c’è il lavoro del team guidato da Simone Vagnozzi e Darren Cahill. L’obiettivo era trasformare il servizio da semplice fondamentale efficace a vera arma offensiva. Il lavoro si è concentrato sulla tecnica, sulla varietà delle soluzioni e sulla capacità di ottenere più punti diretti esaltando le potenzialità dell’altoatesino. Missione compiuta, perché l’evoluzione di Sinner è diventata evidente. Lo stesso Djokovic è stato costretto a inchinarsi dopo la sconfitta subita nella semifinale di Wimbledon: “Il suo servizio è diventato incredibile”. E se lo dice Nole…

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