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Sinner re di Roma, la condizione imposta agli organizzatori degli Internazionali: e Alcaraz gli tende la mano

Dopo la prima partita nel torneo del Foro Italico Jannik è stato chiaro, giocare di sera non gli piace: comanda lui, è stato accontentato. Le belle parole di Carlos.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

La finale è in programma domenica 17 maggio e tanti “problemi” sta creando a livello organizzativo per la sua concomitanza con le partite della penultima giornata del campionato di calcio, a cominciare dal derby tra Roma e Lazio. Jannik Sinner, però, di fatto è già il re della Capitale. Ancor prima di far ulteriore strada nel torneo, ancor prima di giocarsi la possibilità di alzare al cielo del Foro Italico il trofeo consegnato da Adriano Panatta, a 50 di distanza dalla sua vittoria. L’ultima di un italiano agli Internazionali. Perché Jannik detta già le condizioni. Da numero 1. A Roma, in pratica comanda lui.

Il cammino al Foro Italico e il problema di Sinner

Per la prima partita della sua cavalcata capitolina, avversario l’austriaco Sebastian Ofner, Binaghi e gli organizzatori degli Internazionali avevano pensato a un “favore” per Jannik: farlo giocare a pomeriggio inoltrato, con inizio alle 19, in modo da risparmiargli il sole cocente delle ore più calde del pomeriggio. Una mossa di riguardo, da ripetere magari nel corso del torneo. Durante la partita, però, soprattutto nelle fasi finali, Jannik ha incontrato qualche difficoltà imprevista dettata dall’umidità calante. “La palla non rimbalza più”, la confessione dal campo a Vagnozzi e Cahill. Ribadita successivamente in sala stampa: “Qui non è come a Madrid, le condizioni sono diverse“.

La mossa degli Internazionali per Jannik: comanda lui

Proprio perché le condizioni del pomeriggio-sera non sono ideali per Jannik, negli incontri successivi l’orario d’inizio è stato anticipato. Presto ma non prestissimo, in modo da risparmiare a Jannik l’insolazione e allo stesso da metterlo nelle condizioni di giocare il suo tennis senza trappole o bastoni tra le ruote. Sia con Popyrin sia nel derby con Pellegrino il rosso di San Candido è sceso in campo alle 15. Sono bastate due paroline di Sinner per stravolgere il calendario degli Internazionali. E tutto lascia presagire che anche contro Rublev nei quarti e nella successiva semifinale la finestra temporale del suo incontro possa essere la stessa.

Alcaraz celebra Sinner: “Non ci odiamo, andiamo d’accordo”

Intanto mentre Sinner è nel vivo del suo cammino romano, al Foro Italico arrivano i riverberi della lunga intervista concessa da Carlos Alcaraz a Vanity Fair. Parole di marzo, registrate quando il carrozzone del tennis mondiale era dall’altra parte del mondo, a Miami. Ma attualissime. Dallo spagnolo un significativo attestato di stima, l’ennesimo, per il suo amico-rivale italino. “Stiamo mostrando al mondo che possiamo darci battaglia in campo e poi andare d’accordo fuori. Lottiamo per lo stesso obiettivo, ma tra noi non c’è bisogno di odiarsi. Le grandi rivalità richiedono del tempo”.

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