La vittoria al Masters 1000 di Madrid di Jannik Sinner mette il mondo del tennis sull’avviso. Il numero 1 del mondo già ha fatto la storia vincendo cinque 1000 consecutivamente, un’impresa che non era mai riuscita a nessuno in passato. Ma a stupire, secondo Andy Roddick, è l’evoluzione del suo gioco, la capacità di cambiare strategia a secondo degli avversari al punto che l’ex tennista non ha dubbi: “E’ un algoritmo”.
I due volti di Jannik
Il dominio di Jannik Sinner sul mondo del tennis e i risultati conquistati negli ultimi mesi a volte possono anche “oscurare” il lavoro che viene fatto. Ci si concentra sul traguardo piuttosto che sul percorso. Ma nel corso del suo podcast Andy Roddick riporta la discussione su un tema diverso: “La sensazione che hai è che quando non gioca contro Alcaraz, la distanza con gli altri è evidente e non è solo una questione dei confronti con Zverev. Basta ripensare al match con Fils, che arrivava a quella partita come uno dei giocatori più in forma del circuito. Lo ha completamente distrutto, e la cosa incredibile è che poi ha battuto Sascha in un modo completamente diverso”.
Il mondo dello sport viaggia a ritmi velocissimi e a volte è difficile riuscire a inquadrare il percorso di un atleta ma è quello che prova a fare l’ex tennista statunitense: “E’ assurdo vedere le partite di Sinner di quattro anni fa e vederlo adesso. E’ migliorato praticamente in tutto, il modo in cui si muove, il servizio. Prima sembrava un ragazzo, ora vedi un adulto. Con il gioco che ha fatto vedere negli ultimi anni avrebbe potuto vincere altri 4-5 slam, ma ora ci sono anche altre cose anche dal punto di vista tattico. E’ arrivato a un punto in cui comincia ad avere tutte queste opzioni nel proprio gioco e forse non gli servono nemmeno. Ma fa spavento solo pensare che le abbia”.
I segreti rubati
E’ evidente che i risultati conquistati da Sinner ma anche quelli di Carlos Alcaraz continuino a creare dei paragoni con i Big 3. L’azzurro è riuscito, secondo Roddick, anche nell’impresa di rubare dei segreti ai suoi avversari proseguendo un’evoluzione che sembra continua: “Un’altra cosa che mi ha impressionato è la sua capacità di riuscire a inserire nel suo gioco elementi di altri giocatori. Ora cambia direzione come faceva Djokovic. Ha preso il dropshot di Carlos. Ha cambiato il servizio due volte negli ultimi tre anni. Sinner è un giocatore migliore di quanto fosse a settembre dopo gli US Open, ed è una cosa assurda solo a pensarci. Continua a cambiare costantemente. Con il ritiro di due dei Big 3, con quello di Serena Williams, il mondo del tennis pensava di poter vivere un momento di normalità ma no. Non è andata così”.
La previsione sugli Internazionali
I cinque Masters vinti ora sono già in bacheca e come spesso capita nel mondo dello sport contra solo il prossimo obiettivo davanti agli occhi. E’ così anche per Jannik Sinner che sabato comincerà la sua campagna italiana e per l’ex numero uno statunitense, la stanchezza non dovrebbe essere un fattore: “Dopo Indian Wells e Miami, si poteva pensare che rinunciasse a Montecarlo, invece è andato e ha vinto. Si ipotizzava la possibilità che non giocasse a Madrid e sappiamo come è andata a finire. Da Roma di sicuro non si poteva tirare fuori, sarebbe successo solo in caso di qualche problema fisico. Ma in questo momento sembra immune alla pressione e soprattutto giocherà gli Internazionali anche da riposato visto che non perde mai neanche un set e le sue partite durano anche poco. Non vedo come qualcuno possa riuscire a fermarlo”.
