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Sinner fuori dallo US Open per una semplice tendinite: fan spiazzati, ma Jannik ha fatto la scelta giusta

La rivelazione di Sky: a provocare il ritiro del campione azzurro è stato un problema tutto sommato di poco conto. La saggezza del team ha suggerito di non prendere rischi.

3 min di lettura

Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Alla fine quelli di Sky sono riusciti a venire a conoscenza del reale motivo del ritiro di Jannik Sinner dallo US Open. Ad apprendere la reale portata del problema al ginocchio che ha indotto il rosso di San Candido a saltare, di fatto, tutta la stagione nordamericana sul cemento: i due Masters 1000 di Montreal e Cincinnati e – appunto – Flushing Meadows, ultimo Slam dell’anno. La “curiosità” è che, per fortuna, il problema di Sinner è relativamente di poco conto. Il meno grave e pericoloso, sempre parlando con tutta la prudenza del caso, tra i possibili “guai” in agguato. Ma allora, perché Jannik non s’è presentato a New York? Non sarebbe forse stato il caso di rischiare?

Sinner ko allo US Open per una tendinite extra-articolare

Tendinite extra-articolare: questa la ragione che ha indotto Jannik Sinner e il suo team a prendere la decisione di non partecipare allo US Open. Una forma non pericolosa di infiammazione, tale però da provocare fastidi e da tenere accese spie e campanelline d’allarme. Volendo, il campione altoatesino avrebbe potuto forzare e presentarsi in campo, stringendo i denti e lanciando la sfida a Carlos Alcaraz e agli altri pretendenti al titolo. Anzi, a dare un’occhiata ai social, sono tanti i fan che lo hanno (metaforicamente) “rimproverato” di non averci neppure provato. In realtà Jannik, su consiglio di Cahill e Vagnozzi, ha preso – ancora una volta – la decisione giusta.

Problema non grave, perché Jannik ha fatto bene a fermarsi

Per Sinner è fondamentale recuperare dal problema al ginocchio destro e farlo senza la pressione di dover raggiungere New York a tutti i costi è il modo migliore per riuscirci. Jannik ha bisogno di tempo e di serenità, due fattori che la partecipazione al torneo gli avrebbero sottratto esponendolo al rischio di pericolose e ben più gravi ricadute. A Torino, presso il JMedical, il campione azzurro ha lavorato – e lavorerà – senza assilli: la durata del trattamento potrebbe prolungarsi anche nella prossima settimana oppure essere sospesa, a seconda dell’esito dei prossimi esami. Solo allora Sinnr potrà aumentare gradualmente l’intensità dell’allenamento sul campo.

Quando torna in campo Sinner? Le previsioni su Pechino e ATP Finals

La decisione – sicuramente sofferta – di rinunciare allo US Open chiarisce che per Sinner è cruciale una strategia di ampio respiro, che gli consenta di essere al top nel finale di stagione, incentrato sul suo terreno di caccia preferito: il cemento indoor. La posizione numero 1 non è in discussione, così come la partecipazione alle ATP Finals di Torino: ecco perché Jannik ha preferito – ed è difficile non essere d’accordo con lui – evitare di prendere rischi superflui. Quando lo rivedremo in campo? Difficile fare previsioni certe, ma è ragionevole pensare che ci siano ottime chance di vederlo protagonista a Pechino e Shanghai.

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