Orfani di Carlos Alcaraz nel Masters 1000 di casa (e, purtroppo, chissà ancora per quanto), tifosi e appassionati spagnoli confidavano in Sascha Zverev per arginare lo strapotere di Jannik Sinner: speranze mal riposte. Il tedesco, ormai, quando si trova di fronte il rosso di San Candido è come Superman alle prese con la kryptonite. Ultimamente non gli riesce non solo di vincere partite contro di lui, ma neppure di strappare almeno un set. Perfino i game fatica a portarli a casa: nella finale del torneo madrileno, che Sinner non aveva mai vinto, il campione di Amburgo ha messo insieme appena tre giochi.
- Incubo Sinner per Zverev: ormai lo batte sempre
- Madrid, bufera su Sascha per il netto ko con Jannik
- La condanna di Sinner: "Vince perché non c'è Alcaraz"
Incubo Sinner per Zverev: ormai lo batte sempre
I precedenti, del resto, parlavano chiaro. Jannik aveva surclassato Sascha nelle ultime otto sfide dirette. Solo per rimanere al 2026, lo aveva ripetutamente sconfitto nelle scorse settimane in semifinale a Indian Wells, a Miami e a Montecarlo. Su tutte le superfici e in tutte le condizioni. Confidare in un ribaltone proprio a Madrid, dove Sinner ha confermato di essere in stato di grazia, era esercizio quanto mai arduo. Eppure, tanti tifosi di Alcaraz ci sono rimasti male. Speravano davvero che Zverev, se non altro, ci credesse un po’ di più. L’atteggiamento quasi da “battuto in partenza” di Sascha è stato oggetto di molte critiche, dopo la partita.
Madrid, bufera su Sascha per il netto ko con Jannik
José Moron, giornalista della testata online Puntodebreak, ha definito addirittura “vergognosa” la prestazione di Zverev contro Sinner nella finale di Madrid. “Sascha non è nemmeno sceso in campo. Fin dal primo game al servizio, il tedesco ha mostrato il linguaggio del corpo di chi sa di perdere. Le sue gambe erano scollegate, mancava di intensità, teneva lo sguardo fisso a terra e sembrava quasi non avesse voglia di giocare. Incomprensibile”. Nuovi attacchi, poi, dopo la lamentela (peraltro sacrosanta) sugli orari: “Non sono mai andato a letto prima delle 4 del mattino. Ero esausto”. “Esattamente la stessa argomentazione che usò dopo aver perso contro Alcaraz nel 2022 con un punteggio molto simile”, la replica dell’esperto iberico.
La condanna di Sinner: “Vince perché non c’è Alcaraz”
Ma quella di Moron è solo una critica autorevole e qualificata. Girando per i social ci si può imbattere in tante considerazioni poco carine nei confronti del tedesco. L’atteggiamento, al di là di sfoghi e invettive nei confronti di Sascha, in fondo è sempre quello che rischia di accompagnare anche i prossimi trionfi di Sinner, favoriti – secondo i detrattori – da una sola, vera ragione: l’assenza di Alcaraz. Una teoria bislacca, che però sta inquietantemente prendendo piede non solo in Spagna, ma anche tra influenti ex tennisti e addetti ai lavori. Pochi si soffermano sul rovescio della medaglia: sulla “condanna a vincere” di Sinner, a cui non sarebbe in alcun modo perdonato un eventuale flop.
