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Sinner, perché la “sofferenza” con Kecmanovic è una buona notizia. La nuova arma di Jannik e i precedenti favorevoli

Il numero 1 del mondo conquista la vittoria al quinto set contro il tennista serbo dopo aver fatto i conti con una brutta caduta e un’unghia rotta. Ma nella storia slam di Jannik c’è sempre un ostacolo da superare

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

Più fatica del previsto, Jannik Sinner ha fatto spaventare milioni di tifosi nel suo match d’esordio a Wimbledon. La difesa del titolo sull’erba inglese è cominciata nel modo più imprevisto con il numero 1 del mondo costretto a larghi tratti a inseguire il serbo Miomir Kecmanovic, piegato solo dopo oltre 3 ore e 30 minuti di gioco e dopo momenti decisamente “spaventosi” per il numero 1 del mondo. Una maratona che ha visto Sinner fare i conti con una spaventosa caduta ma anche con un problema al piede, al punto da finire il match con una scarpa insanguinata.

Il doppio tabù sconfitto da Jannik

Alla vigilia di Wimbledon c’erano un po’ di dubbi sulle condizioni di Jannik Sinner, forse dal punto di vista mentale più che fisico. Le statistiche dicono che il tennista azzurro ha un brutto rapporto con le “maratone” e con i match che si risolvono al quinto set. A Londra, l’altoatesino ha spazzato via con un colpo solo entrambi questi tabù che sembravano avere fondamento però solo dal punto di vista statistico. La ruggine accumulata dopo la lunga assenza dai campi a seguito dell’eliminazione dal Roland Garros si sono fatti sentire così come la decisione di non giocare nessun torneo sull’erba.

Sinner è apparso meno brillante e pronto del solito, il suo avversario ha visto delle crepe nel suo gioco e ha provato subito a infilarsi. Ma i numero 1 si vedono soprattutto nei momenti di difficoltà e quando si è trovato spalle al muro Jannik ha saputo reagire portando a casa una vittoria che gli può dare maggiore consapevolezza. Del resto nella sua intervista con ESPN, è stato proprio Sinner a insistere su questo aspetto: Sono stato felice di aver superato le tre ore, è stato un test positivo per me. Oggi non faceva un caldo pazzesco ma negli ultimi giorni ci siamo allenati tanti in condizioni di caldo anche superiore. Abbiamo fatto un paio di cambiamenti rispetto al passato, non ho più dubbi almeno nella mia mente. Poi vedremo come va”.

La nuova arma di Jannik

Il tennis di Jannik Sinner ha subito una grande evoluzione nel corso degli ultimi anni. L’azzurro ha saputo lavorare su alcuni aspetti del suo gioco che non erano ancora al top, e tra questi c’è stato senza dubbio il servizio. Nei momenti di difficoltà del match contro Kecmanovic, è stata proprio la battuta a dare una mano all’azzurro come sottolinea alla Gazzetta dello Sport, anche Paolo Bertolucci: “Credo che pochi di noi, dopo la famosa partita dei quarti contro Djokovic nel 2022 persa al quinto da un vantaggio di sue set, avrebbero potuto immaginare che Sinner sull’erba potesse avvicinarsi per rendimento nel fondamentale a giganti della battuta come Ivanisevic, Sampras o più di recente Kyrgios. La sua abilità non sta solo nell’infilare 30 ace in una partita quanto piuttosto la sua fenomenale abilità di estrarre il meglio della battuta quando i punti scottano di più”.

I precedenti che spingono Sinner

Una “cavalcata” slam non può essere priva di momenti difficili. Le due settimane di un torneo major mettono sempre di fronte dei momenti di difficoltà. E anche quando Sinner ha alzato il cielo il trofeo ha dovuto superare delle situazioni complicate. A Melbourne, quando ha vinto il primo Slam in carriera ha dovuto recuperare una finale che sembrava ormai persa con Medvedev avanti di due set a zero. Agli US Open del 2024, Sinner cominciò con il freno a mano piuttosto tirato nei primi due match contro i padroni di casa McDonald e Michelsen. Una settimana caldissima sul cemento americano e la paura anche per il polso con Sinner che rimedia una brutta caduta nel corso del match contro Draper. Fino ad arrivare alla scorsa edizione di Wimbledon, un torneo che sembrava segnato nel match con Dimitrov. L’azzurro rimedia subito un infortunio al braccio (che lo costringerà a giocare il resto dell’evento con un manicotto), il suo avversario gioca una partita praticamente perfetta, è in totale controllo quando un infortunio agli addominali lo costringe al ritiro. Dopo quella grande paura, Sinner avanzò fino alla finale poi vinta contro Alcaraz. Chissà se le difficoltà contro Kecmanovic non possano essere di buon auspicio.

Sinner, perché la “sofferenza” con Kecmanovic è una buona notizia. La nuova arma di Jannik e i precedenti favorevoli Ansa

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