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Sinner, Zverev rosicone: l’assurda scusa sulla sconfitta a Wimbledon contro Jannik, anche McEnroe sfotte Sascha

Secondo Zverev la sconfitta in finale a Wimbledon contro Sinner non sarebbe arrivata per merito di Jannik, ma per una scivolata che ha poi limitato il tedesco, una scusa accolta con ironia da McEnroe

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Matteo Morace

Matteo Morace

Live Sport Specialist

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La sconfitta in quattro set contro Jannik Sinner in finale a Wimbledon sembra essere ancora una ferita aperta per Alexander Zverev, che, rispondendo a una domanda di John McEnroe durante un evento a New York in occasione dello US Open, ha – come è solito fare – trovato una scusa per giustificare la sua sconfitta contro l’azzurro. Una scusa che però non appare così credibile, tanto che anche l’ex n°1 statunitense ha preso in giro Sascha dopo la sua affermazione.

La scusa di Zverev

La vittoria al Roland Garros ha certamente tolto un enorme peso sullo stomaco a Zverev, che dal trionfo di Parigi è apparso riuscire giocare in maniera già rilassata e con maggiore convinzione nei tornei dello Slam, come mostrato anche a Wimbledon, dove quest’anno ha superato per la prima volta in carriera gli ottavi di finale spingendosi fino alla finale. Una finale poi persa contro la sua bestia nera Sinner, ma che per quasi due set lo ha visto giocare anche meglio di Jannik.

Anche per questo motivo la sconfitta contro Sinner sembra non essere ancora stata digerita da Zverev, che interrogato da McEnroe a riguardo a espresso tutta la sua frustrazione per quella partita, scadendo però nella sua brutta abitudine di trovare scuse per la sconfitta: “Ho lasciato il campo un po’ frustrato perché sentivo di aver perso il controllo. Credo di aver giocato meglio di lui in quel momento… ma sono scivolato e mi sono fatto male. Le ginocchia mi hanno ceduto e a quel punto non sono più riuscito a servire correttamente. Da quel momento in poi, non sono più riuscito a trovare il ritmo e lui ha preso il comando, il che ha portato a scambi più lunghi”.

La presa in giro di McEnroe a Zverev e la rivalità a senso unico con Sinner

Una scusa di per sé poco credibile, considerando anche che nel terzo e quarto set Zverev è sembrato più in difficoltà in risposta che al servizio, come dimostrano le sole quattro palle break offerte a Sinner, bravissimo però a gestire meglio i momenti chiave del match (non una novità nelle sue sfide col tedesco) durante i due parziali. L’affermazione di Sascha è infatti stata accolta con ironia da McEnroe, che ha preso un po’ in giro Zverev evidenziando come il suo servizio abbia continuato comunque a essere di altissimo livello: “Il suo servizio dopo la scivolata è sceso alla velocità di 220 km/h”.

La realtà della sconfitta di Zverev contro Sinner, più che nella scusa addotta dal tedesco risiede infatti in un confronto tra i due totalmente sbilanciato in favore dell’altoatesino. Una sensazione che è evidente ogni volta che i due si affrontano e che è confermata anche dal fatto che Jannik abbia vinto le ultime dieci sfide contro Sascha, che in queste dieci partite ha conquistato la miserie di tre set.

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