La stella di Matteo Sioli brilla sempre più forte nel firmamento dell’atletica internazionale. Il saltatore milanese ha portato a casa un’altra straordinaria impresa centrando il secondo successo di fila in Diamond League a Doha, dopo la vittoria al Golden Gala. E i numeri raccontano di un atleta in rampa di lancio, con risultati prima di compiere 21 anni che neanche un fuoriclasse come Tamberi era riuscito a conquistare.
- Il confronto con Gianmarco Tamberi
- Sioli tra i favoriti a Birmingham
- Barshim lo incorona, l’Italia sogna con Matteo e Furlano
Il confronto con Gianmarco Tamberi
L’Italia ha tra le sue fila una leggenda del salto in alto come Gianmarco Tamberi. Il campione marchigiano è stato uno degli italiani più vincenti nella storia della nostra atletica, risultati che potevano essere ancora più importanti se di mezzo non si fossero messi gli infortuni. Ma è inevitabile in questo momento il paragone con Matteo Sioli. Il 21enne di Milano ha già ottenuto risultati incredibili che neanche lo stesso Gimbo aveva portato a casa alla sua età. Le misure ottenute dai due sono abbastanza simili con il marchigiano che ha un centimetro di vantaggio (si parla di confronto Under 21) sia all’aperto che al coperto (2,31 contro 2,30 all’aperto, e 2,30 contro 2,29 al coperto). Ma le vittorie di Sioli sono già nella storia. Matteo ha già conquistato un bronzo assoluto (indoor) ad Apeldoorn, due vittorie in Diamond League (una al Golden Gala), l’argento ai Mondiali Under 20 e l’oro agli Europei Under 23. La carriera giovanile di Tamberi lo aveva visto salire sul podio solo agli Europei Under 20.
Sioli tra i favoriti a Birmingham
Il salto in alto, a livello internazionale, sta vivendo una fase di transizione. Gli Europei di Birmingham possono rappresentare una tappa molto importante in vista dei Mondiali del prossimo anno e ancora di più delle Olimpiadi del 2028. Ed è indubbio che Matteo Sioli arrivi all’appuntamento con la possibilità di essere uno dei favoriti per il campionato continentale. La competizione c’è a cominciare dal ceco Jan Stefela (2,32 quest’anno) passando per il britannico Kimani Jack e il polacco Kolodziejski. Ma Matteo ha dimostrato di essere uno capace di tirare fuori il massimo quando c’è qualcosa di importante da conquistare e in Inghilterra sarà uno degli osservati speciali.
Barshim lo incorona, l’Italia sogna con Matteo e Furlano
Da Matteo a Mattia il passo è breve. La giovane Italia dell’atletica ha di che sognare per il futuro. La certezza è rappresentata da Mattia Furlani, anche lui classe 2005 come Sioli, ma solo di qualche mese più “anziano” (febbraio il reatino, ottobre il lombardo). Ovviamente il palmares del saltatore in lungo è di quelli da sogno visto che in bacheca c’è già una medaglia olimpica e un titolo Mondiale. Ma in prospettiva Los Angeles 2028, Sioli non vuole essere da meno. E che Matteo abbia qualcosa di speciale lo si può capire dalla reazione di Mutaz Essa Barshim. L’atleta qatariota, che aveva diviso il gradino più alto del podio olimpico a Tokyo con Tamberi, è stato battuto nella sua Doha ma ha riconosciuto il talento del suo avversario e alla fine del confronto gli ha voluto regalare il proprio pettorale di gara in segno di rispetto.
