È Tokyo o Cortina? Perché l’Italia a cinque cerchi vive un’altra serata magica: come Jacobs e Tamberi vinsero l’oro a distanza di pochi minuti sulla stessa pista di atletica, anche lo slittino sulla Eugenio Monti di Cortina si regala due medaglie del metallo più pregiato a strettissimo giro di posta. Dopo Voetter e Oberhofer nel femminile arriva anche il trionfo di Emanuel Rieder e Simon Kainzwaldner nel doppio maschile, bellissimo perché conquistato in coda a una finale tiratissima dove hanno rimontato due posizioni rispetto alla prima manche, portando in dote la quarta medaglia della spedizione italiana e facendo letteralmente esplodere lo Sliding Centre di Cortina, il tanto discusso budello che nel giro di un’ora diventa il teatro dei sogni olimpici più nascosti.
- Un oro che parte da lontano: "Tanto lavoro in palestra e officina"
- Due amici con una passione in comune. "Ma non è ancora finita"
Un oro che parte da lontano: “Tanto lavoro in palestra e officina”
“E’ un oro incredibile, ci mancano le parole”, esclamano dopo la gara i due azzurri. Che erano attesi ma non così tanto da poter pensare di arrivare a medaglia, soprattutto quella del metallo più pregiato. “Abbiamo iniziato dopo Pyeongchang 2018 e negli anni, grazie anche a un lavoro costante e duraturo, siamo cresciuti.
Questa estate abbiamo investito tanto tempo sia in palestra che in officina per sistemare tutti i dettagli della slitta. Volevano assolutamente sfruttare l’occasione, resa possibile dall’impegno di tutti coloro che hanno contribuito a creare questa magnifica pista. Sin dal primo giorno di allenamento abbiamo trovato subito un bel rapporto con la Eugenio Monti, l’abbiamo sentita nostra.
Abbiamo lavorato su noi stessi, senza pensare agli altri, anche quando in Coppa del Mondo i risultati stentavano ad arrivare. Ci siamo spesso ripetuti di pensare soltanto alle gare olimpiche e oggi, nella prima manche (chiusa al terzo posto), ci siamo resi conto di essere dove volevamo, e quindi in grado di competere per le medaglie. Eravamo un po’ nervosi, ma alla fine sapevamo che il lavoro avrebbe ripagato i nostri sforzi”.
Due amici con una passione in comune. “Ma non è ancora finita”
Emanuel e Simon fanno coppia fissa nello slittino da 8 anni e praticamente si conoscono ormai alla perfezione. “Manu ha dimostrato una volta di più di essere un pilota eccellente, sa sempre trovare le linee giuste”, ha commentato Kainzwaldner. “Sa mantenere la calma e ha sempre una soluzione per ogni necessità. Se ha un difetto? Forse gioca un po’ troppo con i computer”.
Di contro, Rieder racconta il compagno di avventure come un atleta “che lavora sempre, su ogni dettaglio della slitta, non si ferma mai. Certo che potrebbe stare di più nel letto, vuole sempre alzarsi presto, ma stavolta lo perdono per le sue levatacce”.
Il primo obiettivo conseguito nella competizione a cinque cerchi inevitabilmente fa strada a possibili repliche: “Domani abbiamo la gara di staffetta mista, e chiaramente anche lì puntiamo al massimo”. Perché si sa, l’appetito vien mangiando…
