Un’amichevole che doveva essere una festa e che invece rischia di trasformarsi in un caso politico. Spagna-Egitto pareggiano ma a prendersi i titoli sono i tifosi iberici (o almeno una parte di loro) che all’RCDE Stadium ha deciso di intonare una serie di cori razzisti e discriminatori contro i tifosi avversari. Un caso che sta facendo molto discutere in Spagna e che sta coinvolgendo anche il mondo della politica. E su cui ora indaga anche la Fifa.
Gli insulti nel corso del match
Un’amichevole per preparare i Mondiali della prossima estate si è trasformata in una bufera incredibile. Tra Spagna ed Egitto finisce a reti inviolate ma la polemica divampa per i cori che i tifosi spagnoli hanno intonato contro gli avversari all’RCDE Stadium di Cornellà. L’amichevole che si sarebbe dovuta giocare al Lusail Stadium in Qatar, è stata trasferita nell’impianto che si trova alle porte di Barcellona. E una serata che doveva essere di festa si è trasformata in un mezzo incubo con una cantilena di stampo razzista e discriminatorio che ha rovinato il clima dell’amichevole.
Lo sfogo di Yamal
Sui social è arrivato anche il durissimo sfogo di Lamine Yamal che ha pesantemente condannato i cori dei tifosi nel corso del match con l’Egitto: “Sono musulmano e allo stadio si è sentito quel coro. So che era rivolto alla squadra avversaria e non era un attacco personale ma da musulmano lo trovo comunque irrispettose e intollerabile. So che i tifosi non sono tutti così ma a coloro che intonano questi cori ricordo che usare una religione come un insulto in campo vi fa sembrare ignoranti e razzisti. Il calcio non è fatto per mancare di rispetto alle persone per quello che sono e quello che credono”. Un messaggio che ha ricevuto anche il like di Vinicius, spesso vittima di insulti razzisti in Spagna.
Negli ultimi mesi c’è stato più di un momento di tensione tra la Federazione spagnola e il Barcellona per la gestione di Lamine Yamal. Il giocatore della formazione blaugrana è uno dei più amati quando indossa la maglia della nazionale ma è anche uno dei più bersagliati dai tifosi avversari, anche con cori di tipo razzista, nel corso delle gare di campionato. E chissà se quest’ultimo episodio possa incrinare maggiormente il suo rapporto con la maglia della nazionale.
L’indagine della Fifa
“Chi non salta è musulmano”, questo è uno dei cori che i tifosi della Spagna hanno occupato nel corso del match tra la squadra iberica e la nazionale egiziane. Parole indirizzate ai settori occupati dai tifosi dell’Egitto e che ora rischiano di avere anche delle conseguenze, a cominciare dall’aspetto sportivo. Molto dipenderà da quanto riportato nel referto ufficiale dall’arbitro Georgi Kabakov e dagli ispettori di gara, ma saranno raccolte anche le prove video e audio di quanto accaduto nella serata di ieri.
Nonostante i ripetuti avvertimenti sui maxischermo e attraverso gli altoparlanti dello stadio i cori sono continuati. Ora sarà la Fifa a intervenire, il codice disciplinare della Fifa prevede lo svolgimento di una partita con un numero limitato di spettatori e una multa di almeno 20mila franchi (come successo anche alla Bosnia). Ma c’è l’aggravante in caso di recidiva con la Fifa che potrebbe prendere anche misure più severe come multe aggiuntive, detrazioni di punti, partite a porte chiuse fino ad arrivare all’esclusione dalle competizioni. Sul caso indagano anche le forze dell’ordine spagnolo per “crimini d’odio”.
