Se è vero che l’appetito vien mangiando, quello di Stefano Mei è certamente bello forte. E non si placa nemmeno di fronte alla straordinaria spedizione azzurra ai mondiali indoor di Torun, i migliori di sempre in chiave italiana, con tre ori e due argenti a fare bella mostra di sé e un terzo posto nel medagliere dietro a Stati Uniti e Gran Bretagna da far schiattare d’invidia il mondo intero. Un bottino da incensare, e il presidente federale in un momento come questo sa di non potersi esimere dal rendere conto di quanto sia forte la crescita di tutto il movimento, al punto da ritenere che possano essere maturi i tempi anche per garantirsi l’organizzazione dei determinate manifestazioni internazionali.
- L'orgoglio di essere italiano: "La crescita è sotto gli occhi di tutti"
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L’orgoglio di essere italiano: “La crescita è sotto gli occhi di tutti”
Insomma, Mei da questo punto di vista sembra studiare da vicino le mosse del suo collega tennistico Binaghi, un altro che quando c’è da provare a strappare eventi a destra e manca non è il tipo che si tira indietro. Ma intanto prima c’è da celebrare la spedizione in terra polacca. “Essere stati anche soltanto per una serata in testa al medagliere è qualcosa di clamoroso”, spiega il presidente FIDAL.
“Abbiamo vissuto una tre giorni bellissima, direi entusiasmante come poche altre. Non dimentichiamoci che a Torun partecipavano tutti i Paesi del mondo, e si sa che l’atletica non è uno sport elitario. Una cosa è affrontare contro 7-8 nazioni, ben altra cosa è ritrovarsene contro 200”. Numeri che inorgogliscono Mei, che adesso vuole passare all’incasso, un po’ in tutti i sensi.
“La crescita di tutto il movimento è sotto gli occhi di tutti, e i risultati ne sono soltanto una conseguenza. Nei prossimi giorni ho in agenda un incontro con i funzionari del Governo per provare a fare qualcosa che nobiliterebbe ancora di più il mondo dell’atletica italiana: l’idea è quella di avanzare la candidatura di Roma per ospitare i mondiali estivi del 2029 o del 2031, forti anche del grande successo organizzativo degli Europei del 2024, dove in tutto raccogliemmo 24 medaglie e dove tutti ci fecero i complimenti per come vennero gestite le competizioni”.
Mondiali a Roma nel 2029 o 2031? Mei ne parlerà col Governo
La domanda che si fa Mei è piuttosto semplice: “Se non battiamo il ferro ora, pensando a quanto fatto da Tokyo 2020 a oggi, cos’altro dovremmo aspettare per candidarci?”. Il problema è che i tempi per presentare la candidatura sono strettissimi: il 3 aprile World Athletics chiuderà i termini, e a settembre verrà annunciata la sede scelta per ospitare gli eventi. La FIDAL sta già portando avanti il dossier da un po’ di tempo, ma nelle prossime due settimane andranno fatti gli ultimi passaggi a livello istituzionale per riuscire a presentare Roma come candidata per una delle due edizioni.
“Riportare i mondiali in Italia dopo 42 anni sarebbe un evento fantastico, e vorrebbe dire anche promuovere l’atletica ai massimi livelli, che effetti di cui potrebbero godere altre generazioni di atleti. Soprattutto mi piace pensare a quanto sia forte oggi il nostro movimento, e quindi capace di poter competere ai massimi livelli come ha dimostrato agli ultimi mondiali di Tokyo dell’estate del 2025 (dove con 7 medaglie l’Italia ha firmato il record di medaglie all time) e a quelli di Torun dell’ultimo fine settimana. Dove peraltro abbiamo vinto medaglie in discipline ritenute da sempre difficilissime, segno che a livello federale stiamo facendo un lavoro veramente capillare”.
Dopotutto sono i numeri stessi a dire che l’atletica italiana gode di un periodo di crescita esponenziale: dal 2020 al 2024 i tesserati sono aumentati di quasi il 40%, e le vittorie di Furlani, Dosso, Battocletti, Diaz e prima ancora di Jacobs e Tamberi hanno finito per portare tanti altri giovani a scegliere di fare atletica.
