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Supercoppa italiana, niente più Riyadh: si torna alla finale secca, si fa largo l'ipotesi Usa

Secondo l'ad della Lega calcio De Siervo, la competizione potrebbe abbandonare la final four tornando all'antico: possibile anche un ritorno in Italia

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Redazione

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Sarà sempre Inter-Lazio, molto probabilmente. Perché inutile girarci attorno: la final four di Supercoppa italiana non piace a nessuno, molto meglio la tradizionale finale in gara secca. Di fronte, come nella prossima finale di Coppa Italia, i nerazzurri e i biancocelesti.

Supercoppa italiana, De Siervo confessa

Dove? Non è ancora dato saperlo, sebbene Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A, sia intervenuto a “La politica nel pallone”, su Gr Parlamento-Radio Rai, a proposito dell’argomento. “La sede della prossima finale di Supercoppa Italiana? È un tema complicato, abbiamo dei contratti, sapevamo che quest’anno non si sarebbe disputata in Arabia Saudita, le altre offerte ricevute evidentemente sono bloccate per problemi geopolitici. Ne discuteremo in assemblea, si aprono tutte le possibilità: c’è l’ipotesi Stati Uniti, un’altra ipotesi internazionale e quella di disputarla per un anno in Italia“.

Supercoppa, basta Arabia Saudita

L’accordo tra la Lega Serie A e l’Arabia Saudita per la Supercoppa Italiana ha rappresentato una delle partnership economiche più importanti del calcio italiano degli ultimi anni. L’intesa ha cambiato sia il format del torneo sia la sua collocazione geografica, portando stabilmente la manifestazione a Riyad. L’ultima edizione vinta dal Napoli dovrebbe essere stata l’ultima in terra asiatica. Dal punto di vista economico, l’intesa firmata valeva circa 92 milioni di euro complessivi, ogni edizione ha portato nelle casse della Lega Serie A circa 23 milioni di euro. Una parte resta alla Lega e ai costi organizzativi, mentre circa 16,2 milioni sono stati distribuiti ai club partecipanti.

Arabia Saudita hub dello sport

Per l’Arabia Saudita, l’operazione rientra nella strategia di espansione sportiva legata al progetto Vision 2030, che punta a trasformare il Paese in un hub internazionale dello sport. Oltre alla Supercoppa italiana, Riyad ospita infatti eventi di boxe, Formula 1, tennis e competizioni calcistiche internazionali. La presenza di club italiani contribuisce alla promozione globale del campionato saudita e dell’immagine del Paese.

Supercoppa all’estero, le critiche dei tifosi

L’accordo, però, ha generato anche molte critiche. Una parte dei tifosi ha contestato la perdita di tradizione della competizione e il fatto che un trofeo storico italiano venga disputato all’estero. Altri hanno criticato il calendario già congestionato e i motivi geopolitici legati ai diritti umani in Arabia Saudita. Sui social e nei forum calcistici sono frequenti commenti polemici contro quella che molti definiscono una scelta “solo economica”.

Si aspetta l’annuncio di De Siervo

Al momento non c’è ancora un’annuncio ufficiale definitivo sulla sede della Supercoppa Italiana 2026: vista la situazione in Medio Oriente, i vertici del calcio italiano si stanno orientando a far disputare altrove la partita. Secondo alcune voci si potrebbe emigrare dall’altra parte del mondo, negli Stati Uniti, probabilmente in Florida tra Miami e Orlando, soprattutto per via della concomitanza futura con la Coppa d’Asia 2027 in Arabia Saudita.

Lega-Arabia, la situazione

Il contratto con l’Arabia Saudita scade ufficialmente con l’edizione del 2026 e, per il 2027, Riyadh sarà impegnata nell’organizzazione dell’Asian Cup. Questo scenario apre le porte a nuove suggestive location: la Florida è attualmente l’ipotesi più concreta. Portare la Supercoppa negli Stati Uniti rappresenterebbe un’operazione di marketing senza precedenti per il brand Serie A, a pochi mesi dal Mondiale americano. Resta però viva l’opzione del ritorno in Italia, caldeggiata dai tifosi che vorrebbero tornare a vivere il trofeo negli stadi di casa.

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