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Sylla conquista la Cev Cup e il Galatasaray: dalla paura per l'infortunio al punto decisivo, spettacolo Myriam

La vittoria in CEV Cup certifica la bontà della scelta fatta in estate da Myriam Sylla: il Galatasaray non è al livello delle big turche, ma intanto s'è presa un titolo che vale

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Il dominio italiano in Europa ha ricevuto un primo stop. Perché dopo 7 competizioni continentali finite puntualmente nella bacheca di una squadra italiana (un filotto cominciato nella primavera del 2024), la sconfitta della Reale Mutua Fenera Chieri nella finale di CEV Cup contro il Galatasaray ha interrotto un filotto che sembrava non poter conoscere fine. Anche se poi c’è tanta Italia nel successo della formazione turca, allenata da Alberto Bigarelli (che da febbraio ha rilevato Massimo Barbolini, del quale era il vice) e soprattutto con Myriam Sylla trascinatrice in banda, determinante nelle fasi clou della doppia sfida.

Una leadership conclamata: il Gala ai piedi di Myriam

Il duello con l’amica e compagna di banda Stella Nervini ha visto Sylla uscire vincitrice, con la ciliegina sulla torta della palla match messa giù proprio dalla giocatrice nata a Palermo. Una serata davvero particolare, quella vissuta dall’ex capitano della nazionale: con 14 punti realizzati, il 42% di efficienza offensiva e un ottimo 38% in ricezione, Sylla ha letteralmente guidato le compagne nelle fasi più tumultuose di un doppio confronto che ha spinto il Gala oltre i propri limiti, pensando alle 4 palle match annullate nella partita d’andata (poi vinta 3-2) e soprattutto alla rimonta operata nel finale di secondo set nella gara di ritorno, con Chieri che aveva vinto il primo parziale 27-25 ed era avanti 21-19.

In quel momento però la luce delle piemontesi s’è spenta, come di colpo: Nemeth ha commesso tre errori in serie, permettendo alle turche di mettere il naso avanti e di trovare il modo per riequilibrare la contesa e prendere slancio verso il trionfo, certificato dal doppio 25-18 con il quale si sono chiusi i due successivi parziali.

Con la CEV Cup il Galatasary ha “salvato” la stagione

La prima stagione di Sylla in riva al Bosforo si chiude dunque con un titolo continentale, forse l’unico realmente possibile da raggiungere. Perché in Turchia le squadre da battere su chiamano VakifBank, Fenerbahce ed Eczacibasi, e una di queste (probabilmente l’Eczacibasi, prossima squadra di Antropova e Lubian) è destinata a restare a mani vuote, pensando al Fenerbahce di Orro che ha conquistato la Supercoppa a inizio stagione e al VakifBank di Boskovic (e Giovanni Guidetti in panchina) che ha vinto la Coppa di Turchia e nei prossimi giorni potrebbe bissare il tutto con la conquista del campionato, essendo avanti 1-0 nella finale contro il Fenerbahce (e avrà due gare casalinghe per chiuderla sul 3-0).

VakifBank che al pari dell’Eczacibasi è ancora in lizza anche in Europa, entrambe attese dall’incrocio italo-turco nella final four di Champions League in programma a Istanbul il 2-3 maggio (VakifBank-Conegliano e Eczacibasi-Scandicci gli accoppiamenti nelle gare di semifinale). Il Galatasaray è riuscito però a portarsi a casa una CEV Cup che in qualche modo funge da “salva” stagione.

Sylla, un triennio di successi. Nervini, quanti rimpianti

Insomma, la scelta fatta la scorsa estate da Sylla sin qui ha pagato dividendi. Lei che aveva già vinto una Champions con Conegliano nel 2021, ma che a livello di club non alzava un trofeo dalla stagione 2021-22, quando vinse tutte le competizioni nazionali con Conegliano (Supercoppa, Coppa Italia e scudetto) prima di trasferirsi al Vero Volley.

Di fatto però è dal 2024 che Myriam si mette al collo una medaglia: nel precedente biennio l’aveva fatto con la maglia della nazionale, vincendo due Nations League, il torneo olimpico e il mondiale. E il prossimo anno ha già annunciato che resterà ancora al Galatasaray, provando a contribuire ancora alla crescita di una squadra che rispetto alle altre big turche ha forse qualcosa in meno, ma che ha voglia di tornare a essere competitiva ai massimi livelli.

Peccato però che a pagarne dazio sia stata Chieri, che ha disputato una CEV Cup eccellente, recriminando per qualche dettaglio sfuggito tanto nella gara d’andata (appunto quei 4 match point che avrebbero potuto cambiare le carte in vista del ritorno), quanto in quella disputata a Istanbul.

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