Luciano Spalletti è un allenatore di calcio tra i influenti e riconoscibili degli ultimi decenni. Toscano, nato a Certaldo (FI) nel 1959 ha un trascorso di calciatore di medio livello soprattutto in serie C con le maglie di Spezia, Empoli ed Entella.
Come allenatore ha iniziato all'Empoli e da subito si è segnalato come un tecnico colto e innovatore, ha legato il proprio nome a un’idea di calcio propositivo, basato su occupazione razionale degli spazi, intensità nel palleggio e continua ricerca della superiorità posizionale.
Memorabili le sue stagioni con l'Udinese prima e con la Roma poi dove valorizza talenti e porta i club a risultati storici. A Roma soprattutto impone un calcio spettacolare e offensivo che esalta Totti nel ruolo di “falso nueve”. Un'esperienza però burrascosa, proprio per i rapporti con il campione giallorosso e con l'ambiente romano sfociato in frequenti battibecchi che evidenziano una delle doti più marcate di Spalletti: un carattere molto spiccato e una grandissima capacità di imporsi anche dialetticamente in conferenze stampa spesso ad altissima tensione.
Non più serena la sua parentesi all'Inter, una squadra ancora disorganizzata e con uno spogliatoio spaccato a cui riesce almeno in parte a dare un gioco e una struttura di squadra, preparando di fatto il terreno per il ciclo di Conte e Inzaghi.
Allo Zenit San Pietroburgo vince campionato e coppe, Spalletti consolida la fama di allenatore esigente e metodico. Il ritorno in Italia con il Napoli segna l’apice della maturità: costruisce una squadra moderna, dominante e armonica, capace di vincere lo scudetto con un gioco brillante e riconoscibile.
Dal 2023 è commissario tecnico della Nazionale italiana, chiamato a trasferire principi, rigore e personalità a un gruppo azzurro in cerca di continuità e ambizione. Ma l'esperienza in azzurro si traduce in un clamoroso doppio flop: sia agli Europei 2024, raggiunti in modo affannoso e poi giocati malissimo, sia nelle Qualificazioni Mondiali che iniziano con un clamoroso cappotto rimediato in Norvegia a giugno 2025 che gli valgono un doloroso esonero. Dopo qualche mese di inattività torna in panchina a ottobre 2025 accettando di subentrare a Igor Tudor alla guida della Juventus.










