Due generazioni a confronto ma con dubbi simili, quelli che riguardano l’imminente Mondiale di Tokyo. Da una parte il capitano e l’eroe di mille avventura Gianmarco Tamberi alle prese con una stagione a dir poco complicata, dall’altro la grande rivelazione Kelly Doualla che a 15 anni è già diventata uno dei nomi più conosciuti del panorama sportivo italiano. Di mezzo un’Italia che sogna in grande in vista dell’appuntamento iridato.
Doualla: la staffetta ha bisogno di lei
Nel mondo del calcio una delle critiche che viene fatta più spesso a dirigenti e allenatori è quella di dare poco spazio ai giovani. Nel caso di Kelly Doualla il rischio è di andare nel verso opposto. Il presidente della Fidal, Mei, si è esposto: la vuole ai Mondiali per una staffetta che avrebbe bisogno di lei. Ma la decisione spetta tutto a Kelly. Anche il suo allenatore Walter Monti ha scelto la strada della prudenza e anche a Repubblica non si sbilancia: “Ne abbiamo parlato tanto, con lei e con la mamma affrontando anche l’aspetto educativo. Prliamno di un’adolescente per due settimane in Giappone senza la famiglia con i compagni di squadra e altri allenatori. E poi c’è il ritorno a scuola magari in ritardo. Non vorrei che Tokyo lasciasse degli strascichi ma la scelta finale tocca a Kelly”.
Tamberi: il dubbio Mondiale
Generazioni a confronto e se la giovane Italia conquista successi a ripetizione non si può dimenticare chi l’ha resa grande nel passato. Il capitano Gianmarco Tamberi rappresenta un punto di riferimento per tutto il movimento azzurro, i suoi compagni di squadra ne parlano con affetto e lui non si è mai tirato indietro dai compiti di leadership. Ma ora è anche il momento di pensare a se stesso. Tokyo rappresentanza una tentazione importante, il posto dove ha celebrato il più grande riconoscimento della sua carriera. Ma in questo momento Gimbo non è quello del 2021, la stagione è stata complicata ed è lontano dai risultati che servirebbero per dare battaglia ai Mondiali. Lo stesso marchigiano ha rivelato di non voler partecipare solo per il gusto di esserci e nei prossimi giorni potrebbe cadere l’ora delle decisioni dolorose.
Il segreto della Giovane Italia
Il periodo d’oro dell’atletica italiana, non c’è dubbio che nonostante i grandi campione del passato sia proprio questo il momento di massimo splendore del movimento azzurro. Qualche settimana fa la vittoria in Coppa Europa (la seconda di fila), poi il primo posto nel medagliere agli Europei Under 20. L’Italia vive il suo momento magico non solo con Kelly Doualla ma con tanti altri protagonisti a cominciare da Erika Saraceni, passando anche per Nappi, Togni, Inzoli e tanti altri.
E il tema Tokyo torna ancora una volta nella parole del direttore tecnico La Torre: “Quell’Olimpiade ha squarciato il sipario. Il trionfo di Jacobs nei 100 ha tolto gli alibi a tutti. Dosso è venuta a dirmi: ma allora si può fare! E oggi lo pensano tutti. C’è in circolo una nuova energia. Questi ragazzi vogliono vivere le cose con garbata arroganza, sfrontatezza educata”.
E il vice dt Andreozzi svela il lato positivo della pandemia: “Sono arrivati al campo ragazzi di altre discipline che poi sono rimasti anche dopo. Ora riusciamo a entrare più facilmente nelle scuole dove portiamo la cultura motoria e da lì che parte tutto”.
